Chievo-Napoli 1-2, Gabbiadini lancia gli azzurri a -4 dalla Roma

VERONA – Rafa Benitez ha tanti motivi per gioire: il primo gol di Gabbiadini, il terzo successo di fila, striscia positiva mai così lunga quest’anno, il secondo posto che ora è nel mirino (-4). Molti motivi per rammaricarsi, invece, sono per Rolando Maran: il Chievo resta in partita per più di un’ora, crea più dell’avversario nella prima parte di gara, finisce la benzina e rimane in zona retrocessione, nonostante un Pellissier versione “bell’epoque”.

Il primo tempo si svela alle motivazioni: a sorpresa sono più forti quelle del Chievo, sconfitto a Torino dalla Juventus, i Mussi non vogliono precipitare ancora. Il Napoli accetta di lasciare il pallino del gioco e gioca di rimessa. In avvio non sembra attento come dovrebbe, per esempio quando Pellissier – molto molto attivo – si libera in area e con un colpo di testa invita Paloschi a infilare a porta vuota. Il ragazzino di scuola Milan, però, perde l’attimo fuggente. E’ un segnale forte dato al match.

A sorpresa, invece,  passa il Napoli: il solito Higuain (avessero tutti la sua voglia…) si trasforma in rifinitore, premia il taglio, efficace nel timing, di Gabbiadini, preferito in avvio a Callejon e il tocco del bergamasco – sull’uscita di Bizzarri – è molle, ma il portiere argentino, nella concitazione, scarica di piede il suo rinvio su Cesar, che accorre all’indietro. Colpo da flipper: Napoli in vantaggio. Lo svantaggio non cambia il match, il Napoli non trova il morale per dare maggiore impulso al suo gioco, è troppo timido Jorginho, così è il Chievo a reagire. Dice Benitez: colpa del campo. Forse è proprio così. Terreno duro, ghiacciato sotto al Bentegodi. Si può però eccepire: lo si sapeva già…

Prima del gol del pareggio, speculare nella sua parte finale al vantaggio ospite, si segnala un contropiede di Higuain che non trova la linea del passaggio per De Guzman, da posizione laterale calcia altissimo. Poi arriva il pareggio: sono tanti i palloni calciati in mezzo, tesi, da Hetemaj, migliore della prima parte, o Birsa, o Schelotto (la mossa di metterlo sulle tracce di Mertens è un capolavoro di Maran che neutralizza il pericoloso belga). Su uno di questi, Rafael, pressato da Pellissier, esce e a pugni e prova ad allontanare, ma colpisce in pieno Britos. Flipper-2: il pallone finisce lemme lemme in rete. Giusto così.

Prima del riposo, ancora Chievo più vicino del titolato avversario al vantaggio: Pellissier dà dimostrazione di come muoversi spalle alla porta su un pallone a terra nel traffico dell’area di rigore. Tergiversa e poi si gira fulmineo e trova lo spazio per servire Paloschi, una volta di più imbambolato. In affanno il Napoli, troppo. E dire che il mezzo passo falso della Roma avrebbe dovuto dare fuoco alle polveri… Invece Jorginho non si accende mai, Lopez è il solo della zona centrale a dare geometrie, De Guzman va a sprazzi e ha il torto di portare troppo palla. Gabbiadini non ha ancora trovato la sua dimensione, poco incidono i due esterni, Maggio e Strinic, troppo “bassi”. Il Chievo fa valere la sua proverbiale organizzazione di gioco, quell’ordine tattico che è la specialità della casa. Possono cambiare gli uomini ma non cambia l’atteggiamento.

Ripresa. Chi deve cambiare atteggiamento è il Napoli. Troppo contratto nella prima parte. La mossa di Rafa è quella di tenere due metri più arretrato Higuain e chiedere a Gabbiadini di inserirsi nel suo ruolo d’elezione. Manolo, è bene sottolinearlo, negli anni consacrati ai “falsi nuove”, è un Nueve autentico. Adattato. In due circostanze si trova nella sua zona preferita, la prima volta controlla, scavalca con facilità ed eleganza l’avversario e di destro calcia, trovando l’opposizione brillante di Bizzarri. Mai dare una seconda opportunità a chi si muove così negli ultimi venti metri.
Invece… Strinic, giudizioso e intelligente, scende in fascia e mette un pallone rasoterra. Stop del centravanti di rango, e tiro immediato, palla velenosa, angolata, imprendibile per Bizzarri. Due a uno.

Il Chievo ci prova ma si sa, il suo difetto maggiore è in attacco. Assalti continui, ci sono alcune amnesie difensive ospiti, Maggio non è mai stato un fulmine di guerra in chiusura, ma Zukanovic viene murato a due passi dal bersaglio, e subito prima ancora un deludente Paloschi fallisce i tempi della rifinitura decisiva per Pellissier. Una volta in vantaggio, è il Napoli a fallire più volte il gol per chiudere il match. Maran vede invece finire le forze in mezzo, le prova tutte, viene espulso per proteste, c’è un tiro di Radovanovic – ultima vera occasione – che trova pronto Rafael. delle “elette”, il Napoli è la sola a vincere: un segnale forte lanciato alle gerarchie del campionato.

Chievo-Napoli 1-2 (1-1)

Chievo: Bizzarri 6 – Schelotto 6.5, Gamberini 6.5, Cesar 6 (80′ Christiansen 5.5), Zukanovic 7 – Birsa 6 (60′ Botta 5.5), Izco 5.5, Radovanovic 6, Hetemaj 6.5 – Paloschi 5 (70′ Meggiorini 5.5), Pellissier 6.5. All. Maran
Napoli: Rafael 5.5, Maggio 5, Albiol 6, Britos 6, Strinic 6.5 – Jorginho 5.5 (66′ Gargano 6.5), Lopez 6 – Gabbiadini 7 (64′ Callejon 6), De Guzman 6, Mertens 6 (78′ Hamsik 6)- Higuain 6.5. All. Benitez
Arbitro: Banti di Livorno
Reti: 18′ Cesar (autogol); 25 Britos (autogol); 61′ Gabbiadini.
Note: Recupero 2′ e 4′. Ammoniti: Botta. Espulso per proteste: Maran.

Fonte: Repubblica

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