Ranocchia sbaglia e Higuain lo infilza, Inter beffata al 93’

Coppa Italia- Napoli-Inter Higuain esultaAll’ultimo minuto, quando ormai le due squadre erano già pronte a giocare i tempi supplementari. In quei sessanta secondi, l’Inter ha saputo sprecare quanto di buono aveva evidenziato per gran parte della gara, facendo intravedere segnali di ripresa, dopo gli ultimi risultati negativi, ma rimediando la terza sconfitta consecutiva. Un’ingenuità collettiva, che ha spalancato ad Higuain la strada verso il gol e al Napoli quella verso la semifinale contro la Lazio. La rete dell’argentino è nata da una rimessa laterale, lunga, di Ghoulam e dalla scivolata maldestra di Ranocchia che ha, praticamente, lasciato campo libero al Pipita di piazzare il colpo vincente e di far esplodere la gioia del San Paolo. Una vera e propria mazzata per Roberto Mancini, incredulo dinanzi all’ingenuità dei suoi. Certo, il risultato l’ha punito più del dovuto, ma sul piano della prestazione, qualche miglioramento s’è visto, nel gioco e nel carattere. È negli ultimi venti metri che la squadra s’è persa, basti pensare che l’unica conclusione vera è stata quella di Icardi, in occasione del palo colpito nel primo tempo. Poi, soltanto tanti scambi al limite dell’area, interrotti dalla pressione dei difensori napoletani.
TURNOVER INTER Non fa sconti ai titolari, Rafa Benitez: in campo c’è il Napoli migliore, con la solo eccezione di Koulibaly spostato nell’insolito ruolo di esterno destro basso in sostituzione di Maggio, fermato da un problema alla schiena, nel prepartita. Al turnover ricorre, invece, Roberto Mancini che fa esordire Brozovic, dal primo minuto, dopo il secondo tempo giocato contro il Sassuolo. La novità è tutta nel modulo, quel 4-3-3 al quale l’allenatore interista è spesso ricorso, ma mai dall’inizio. Tatticamente, il Napoli è quello solito, con i due interditori, Gargano e David Lopez, a rincorrere l’ispiratore della manovra interista. È Brozovic, infatti, il vero pericolo, lì mezzo il pallone passa sempre tra i suoi piedi: è sorprendente la qualità delle sue intuizioni.
TEMPERAMENTO È un’Inter più intraprendente, in ogni modo, rispetto a quella vista nelle ultime settimane. Soprattutto sul piano del temperamento, tant’è che non si fa spaventare dalla partenza sprint di Gonzalo Higuain che, nel giro di due minuti prova a sorprendere Carrizo, ma le conclusioni sono deboli. Il Napoli è raccolto nella propria metà campo, lasciando l’iniziativa all’avversario. Che prova ad approfittarne con un’azione combinata Brozovic-Icardi: la conclusione dell’attaccante argentino viene ribattuta dal palo alla destra di Andujar (13’). Intanto, cresce Brozovic. In questa fase della partita, Benitez tenta di limitarne l’azione, ordinando a Gargano la marcatura stretta.
SULLE ALI È lì il pezzo forte del Napoli. Strinic va spesso a sovrapporsi a De Guzman, sulla sinistra, favorito anche dalla scarsa partecipazione di Shaqiri: l’esterno croato è sicuramente un acquisto indovinato, gioca in scioltezza e costringe l’avversario al fallo da dietro, punito col cartellino giallo. Per ben due volte, è Hamsik a provarci, ma spara alto dal dischetto del rigore (23’). A destra, invece, soffre parecchio il giovane Puscas: dalle sue parti c’è Koulibaly, che lo sovrasta sul piano fisico e sulla corsa, mentre Nagatomo e Callejon incidono poco, come Hernanes, spesso anticipato da David Lopez.
RIPARTENZE Non offre nulla di nuovo il gioco del Napoli, fatto di continue ripartenze e, stavolta, di maldestre conclusioni: Carrizo, come Andujar, non ha dovuto compiere interventi prodigiosi per tenere inviolata la propria rete. Meglio l’Inter a centrocampo, dove tiene palla, ma nemmeno Guarin, nel frattempo subentrato ad uno spento Hernanes, riesce a trovare l’imbucata giusta per liberare Icardi o il giovane Puscas al tiro. La possibilità che si arrivi ai supplementari è molto concreta: in 12 minuti, Benitez inerisce Ghoulam, Gabbiadini e Mertens per avere gente più fresca nella mezz’ora aggiuntiva, mentre Mancini tira fuori pure Santon per fare spazio alla vivacità di Dodò. Ma la disfatta è dietro l’angolo, in quei 60 secondi finali, quando l’Inter è lì che aspetta il fischio finale. Ranocchia la combina grossa e quel diavolo di Higuain regala alla gente di Napoli un’altra notte magica.

La Gazzetta dello Sport

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