Lazio, Lotito alza la voce: “Gli arbitri ce l’hanno con me, voglio sorteggio integrale”

ROMA – In bilico tra il ruolo di presidente della Lazio e quello di consigliere federale, Lotito ha sempre cercato di mantenere una posizione defilata riguardo le polemiche arbitrali. Dopo la partita persa con il Genoa, però, qualcosa è cambiato. Il tecnico Pioli al termine della gara ha chiesto l’intervento della società, Lotito ha accolto l’invito.

LOTITO ALZA LA VOCE: “GLI ARBITRAGGI SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI” – Già nell’intervallo dell’incontro con i rossoblù si era rivolto così al dirigente arbitrale Farina presente in tribuna: “Ce l’avete con me”. Concetto poi ribadito di fronte al bar della tribuna d’onore: “Gli arbitri ce l’hanno con me, eppure da consigliere federale ho fatto tanto per la loro associazione. È chiaro che da qualche tempo io e la Lazio siamo penalizzati, ora voglio il sorteggio integrale”. Questo, in sintesi, il concetto espresso dal presidente della Lazio. Che uscendo dallo stadio si era lasciato andare a una battuta rivolgendosi ai cronisti: “Mettete i passamontagna”. Questa la sua spiegazione ufficiale delle frase: “Ho parlato di passamontagna perché faceva un freddo incredibile, tanto è vero che sono ammalato è sto prendendo un antibiotico. Quanto agli arbitraggi nelle partite della Lazio sono sotto gli occhi di tutti e ieri ne ha parlato diffusamente il nostro tecnico Pioli”. L’allenatore in conferenza stampa aveva lanciato l’accusa: “Sembrava che la nostra maglia fosse quella da colpire”.

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CON IL GENOA L’OTTAVA SCONFITTA IN QUESTO CAMPIONATO – La Lazio alza la voce, insomma. Ma a prescindere dalle polemiche arbitrali, sono tanti gli aspetti che stanno caratterizzando questa flessione della squadra di Pioli: “Fino a qualche giorno fa ci definivate come la squadra che esprimeva il miglior calcio d’Italia, ora non può essere cambiato tutto”, ha commentato seccato Pioli in conferenza stampa. Ma di certo questa Lazio è ben diversa da quella che incantava tutti qualche settimana fa. La manovra è meno frizzante, il passo più lento. E il pressing alto e il furore agonistico che avevano permesso alla squadra biancoceleste di essere etichettata come “sorpresa della stagione” si sono limitati a 5 minuti contro il Cesena e altri 15 con il Genoa. Troppo poco. E i risultati sono le due sconfitte nelle ultime due giornate, che a livello mentale rischiano di segnare uno spartiacque decisivo della stagione. Quella con il Genoa è addirittura l’ottava in campionato, peggio hanno fatto solo le ultime 5 in classifica (Parma, Cesena, Chievo, Cagliari e Atalanta) più il Verona 14esimo. Ma a parte questi numeri, gli zero punti ottenuti nelle ultime due gare hanno permesso al Napoli terzo di guadagnarne 6 e portarsi a 8 lunghezze.

L’AVVERSARIO NAPOLI E L’ASSENZA DI FELIPE ANDERSON  –  Un distacco che inevitabilmente ha minato quelle certezze della squadra di poter recitare un ruolo da protagonista in campionato e lottare per il posto in zona Champions. Perché sebbene l’obiettivo dichiarato del club sia quello di tornare in Europa, il bel gioco e i risultati avevano portato i giocatori della Lazio a puntare a qualcosa di più. Ambizione più che lecita, visto ciò che veniva prodotto sul terreno di gioco, ma che adesso rischia di essere travolta dall’allungo di una squadra blasonata come il Napoli. Non solo: nell’ultimo periodo la Biancoceleste ha dovuto fare i conti con infortuni e squalifiche varie (nella prossima contro il Genoa mancheranno Marchetti, Mauri e Cana squalificati, oltre agli infortunati eccellenti Gentiletti, Lulic e Djordjevic), su tutte l’assenza della sua stella Felipe Anderson nell’ultimo mese. Il brasiliano è rientrato nella ripresa contro il Genoa dopo poco più di tre settimane di stop. Prima di queste era stato il trascinatore dell’undici di Pioli con gol, assist e prestazioni eccellenti. Un giocatore al momento imprescindibile, che era riuscito anche a mascherare il calo fisico e di rendimento di quei giocatori che prima erano delle certezze.

L’APPANNAMENTO DEI GIOCATORI PIÙ IMPORTANTI – Come Radu, Biglia e Candreva, tre big assoluti di questa squadra, che però nell’ultimo periodo hanno giocato ben al di sotto delle aspettative. Il difensore romeno viste le numerose assenze nel reparto si è dovuto dividere tra il ruolo di terzino e quello di centrale, ma in ogni caso ha faticato molto a restare concentrato nel corso dei 90 minuti, commettendo delle ingenuità inusuali per uno come lui. Stesso discorso per Biglia: il centrocampista argentino era stato il punto di riferimento del gioco di Pioli della prima parte di stagione, ultimamente però non riesce a essere rapido nel far girare il pallone e lucido nella gestione, tanto che in più di un’occasione ha perso palloni apparentemente semplici da giocare. E quando non gira lui ne risente tutta la manovra offensiva della Lazio. Se poi ci si mette anche la scarsa vena realizzativa di Candreva (capocannoniere biancoceleste della scorsa stagione, ora fermo a 2 sole reti) allora il cerchio si completa. L’esterno azzurro non segna da oltre quattro mesi in campionato, un’eternità per uno come lui. E questa astinenza gli pesa, è evidente. Non vede l’ora di porre fino a questo digiuno. La sensazione è che se ci riuscisse si sbloccherebbe, liberandosi una volta per tutte di questo fardello che si porta dietro. Pioli spera ci riesca presto. Perché la sua squadra non è la stessa di qualche settimana fa, ma la sensazione è che per tornare bella a vedersi possa bastare una semplice scintilla.

serie A

ss lazio
Protagonisti:
claudio lotitto
Fonte: Repubblica

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