Il riscatto delle provinciali

Le parole di una canzone di Renato Rascel per trattare una tendenza che da qualche tempo caratterizza il nostro campionato: i club di seconda fascia, le cosiddette “provinciali” o anche “piccole”, spesso mostrano un calcio spumeggiante, fatto di geometrie, fraseggi e veloci ripartenze che uniti ad una buona condizione atletica e, in qualche caso, ad alcuni elementi di indubbio valore tecnico consente loro di mettere in seria difficoltà i club di rango.

Solo nell’ultima giornata il Palermo le ha suonate al Napoli terzo in classifica, il Cesena ha dato seri grattacapi alla Juve capolista, l’Empoli ha rischiato di vincere a San Siro contro il Milan, già sconfitto tra le mura amiche da Palermo, Sassuolo e Atalanta. La Roma, seconda in classifica, in casa non ha avuto la meglio su un Parma fanalino di coda che, anche sotto l’aspetto societario, sta più di là che di qua.

Da anni si dice che il campionato italiano abbia perso il titolo di più bello del mondo, di certo gli è rimasta la palma di quello più difficile ed è anche difficile stabilire se è la verve delle piccole a mettere in imbarazzo le grandi o è la crisi di queste ultime a far sembrare le provinciali più forti di quanto lo siano effettivamente.

Empoli e Palermo sono quelle che riscuotono i maggiori consensi: i toscani, pur  disponendo di una rosa non certo irresistibile, hanno sconfitto sul loro terreno la Lazio e pareggiato in casa di Milan, Napoli e Roma; sempre contro i giallorossi, poi, sono usciti in modo del tutto immeritato dalla Coppa Italia. La squadra, ricordiamolo, occupa le zone basse della classifica ma spesso e volentieri riceve applausi convinti. Artefice del piccolo miracolo Maurizio Sarri sulla panchina dal 2012. Il tecnico napoletano, classe 1959, allena per la prima volta in Serie A, è il meno pagato eppure sa il fatto suo: guardando l’Empoli si ha l’idea che tutti gli uomini in campo “sappiano bene cosa fare”.

Sugli scudi anche il Palermo: Iachini ha rilevato l’esonerato Gattuso nel settembre 2013 e non ricordiamo un tecnico con vita così serena alla guida del club di Zamparini. Sabato sera la classica gara perfetta con cui ha annichilito il Napoli dei quattro successi consecutivi, e sotto il Vesuvio già si parla di “Disfatta di San Valentino”.

Qui il discorso è un po’ diverso: nella rosa spiccano Paulo Dybala e Franco Vasquez, entrambi argentini, 21 anni il primo 26 il secondo, che tecnicamente hanno una marcia in più. Autori, finora, rispettivamente di sette e nove reti sono già virtualmente in Nazionale. Dybala mira alla Seleccion argentina mentre Vasquez che ha il passaporto italiano si è già offerto a Conte. Inutile dire che hanno già addosso i radar di grandi club, italiani ed europei. Il Sassuolo lunedì giocherà a Napoli: i neroverdi hanno battuto le due milanesi, il Milan a San Siro l’Inter al Mapei Stadium dove hanno pareggiato 1-1 con la Juventus alla settima giornata mettendo fine al suo ciclo di vittorie senza contare il pareggio dell’Olimpico in casa della Roma. Pur se con alti e bassi pare ci siano i mezzi per una salvezza senza particolari affanni e non è cosa da poco per un club che nel 2013 ha per la prima volta militato in Serie A.

Con due lire ti compravi sia Mazzola che Rivera…” ancora il piccolo grande Rascel per parlare di un calcio che non c’è più e non solo per gli evidenti limiti tecnici.

Benvengano allora queste provinciali ambiziose ma soprattutto ben gestite sia in panchina che dietro la scrivania; “Noi siamo piccoli ma dateci del lei!”. Ci mancherebbe altro.

  Antonio Gagliardi

Commenti

Questo articolo è stato letto 870 volte