OBIETTIVO NAPOLI – Benitez e gli azzurri autolesionisti buttano la vittoria nel finale

Inler_DMF_8502 Napoli-Cagliari 23/11/14 foto De MartinoL’illusione e la disfatta. Sul 2-0, e dopo 65 minuti giocati su buoni livelli, il Napoli sembrava aver messo in cascina i tre punti fondamentali per sperare di riprendere l’inseguimento alla Roma, invece l’autolesionismo dei minuti finali ha mandato all’aria le speranze dei tifosi.
Nel blackout della seconda parte di ripresa, gli azzurri hanno vanificato un’intera gara giocata con astuzia e concretezza, lasciando all’Inter il pallino del gioco per ripartire negli spazi sfruttando i recuperi palla in mezzo al campo. L’ottima verve di Mertens sulla sinistra, dai piedi del quale sono nate gran parte delle iniziative partenopee, la voglia di Hamsik sulla trequarti, la qualità di Higuaìn, e la ritrovata lucidità e determinazione di Inler al centro, avevano permesso al Napoli di trovare un doppio vantaggio prezioso e meritato. Poi il cambio di modulo dei nerazzurri ha mandato in tilt l’organizzazione difensiva degli uomini di Benitez. Mancini, una volta trovatosi sotto di due lunghezze, ha modificato il suo assetto tattico aumentando la qualità in mezzo al campo e sfruttando l’ampiezza sulle fasce, ricorrendo spesso a cambi di gioco che coglievano in affanno la retroguardia del Napoli. L’allenatore partenopeo non è riuscito a trovare le giuste contromisure, consegnandosi di fatto ad un pericoloso forcing e complicando la vita ai suoi sostituendo due tra i migliori in campo come Mertens e Hamsik, lasciando invece in campo un tutt’altro che entusiasmante Callejòn.
Sia che le cause del blackout finale siano da individuare in un calo atletico, sia che si sia trattato di scelte tecniche sbagliate, sia che invece si sia trattato di una improvvisa paura di vincere che ha portato ad un crollo psicologico, non è ammissibile che in un momento così delicato della stagione si buttino alle ortiche tre punti, tra le proprie mura, ormai acquisiti. Non è così che si può sperare di superare la vivacchiante Roma. Non è così che si dimostra di essere una grande squadra, soprattutto dopo i deludenti risultati contro Palermo e Torino. Al momento decisivo in cui bisogna dare una concreta dimostrazione di forza, il Napoli viene meno. E’ questa la storia del pur buon Napoli di Benitez. Una formazione con grandi potenzialità, ma che manca sempre di quel quid in più per diventare una grande a tutti gli effetti.
L’appuntamento con i sogni e le speranze è ancora una volta rimandato a data da destinarsi. Per il momento guardiamoci le spalle.

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