IL PERSONAGGIO – Rafa Benitez, il Re senza corona

Benitez_DMF_2623E rieccoci ad analizzare la settimana del Napoli, quella dell’ennesimo ( forse l’ ultimo) treno perso,  attraverso la rubrica in cui va individuato chi, nel bene o nel male, si è in qualche modo distinto nell’ ambiente azzurro, risultando decisivo ai fini delle prestazioni e dei risultati. Certo preferiremmo di gran lunga decantare lo spirito di squadra, le qualità dei singoli, la loro incisività, il carisma, la leadership etc … Pagheremmo per poter celebrare l’abilità di un tecnico la cui carriera e il cui curriculum basterebbero già per dedicargli una strada o una piazza … Ma ahimè, ahinoi, questo nostro amato Napoli, discontinuo e balbettante nell’ arco di tutta la stagione soprattutto in Campionato, ci ha indotto a dover sottolinearne più spesso gli aspetti negativi che quelli positivi, specie negli ultimi tempi in cui il rendimento della squadra partenopea in Campionato risulta essere evidentemente catastrofico presentando, con 5 punti nelle ultime 7 gare, una media da retrocessione. Non vorremmo tornare sempre sugli stessi argomenti ma è nostro dovere farlo, e se ci interroghiamo rispetto al naufragio della nave azzurra ci rendiamo conto, dopo aver fatto ovviamente una serie infinita di valutazioni, che le principali responsabilità sono da attribuire al suo timoniere, Rafa Benitez. Non ce ne vogliano gli strenui difensori del guru spagnolo,non si tratta né di risentimento, né di livore, né di stupide prese di posizione e né tantomeno di pregiudizi, ma di considerazioni oggettive basate su fatti concreti  e riferite a un percorso relativamente lungo in cui nel Napoli non si è evidenziata la benché minima crescita di squadra sia a livello di personalità che di gioco, semmai si è rilevato il contrario. Lo ripetiamo da quasi 2 anni che è l’ equilibrio il principale problema degli azzurri, lo sanno tutti, lo hanno capito ovunque, solo a Benitez sembra non essere chiaro e, portando cocciutamente avanti i suoi disegni, sta mandando a picco speranze e progetti. Certo, i rafaeliti ci contraddiranno, d’ altra parte la stagione non è ancora terminata e qualcosa di grandioso può ancora capitare … Sì certamente! Ma se questo qualcosa di grandioso poi non dovesse capitare, e se in base alle scelte del nostro amato Rafa che si è capito chiaro e tondo dove vuole andare a parare sacrificando il Campionato per le Coppe, comm ‘a mettimm nomm poi? Se il Napoli l’ Europa League non la dovesse vincere e quella benedetta qualificazione in Champions non la dovesse ottenere con chi ce la prendiamo? Col Calvarese o il Rizzoli di turno? Con Tavecchio? Con chi? Certo! C’è sempre De Laurentiis, che è vero che ha commesso mille errori e durante il calciomercato estivo poteva e doveva rinforzare la squadra e soprattutto aveva l’ obbligo di trattenere pezzi pregiati come Reina, ma non si può certo inveirgli contro per i punti persi banalmente contro Verona, Palermo, Atalanta che, con tutto il rispetto, non sono certo il Real Madrid! Che gli vuoi dire a De Laurentiis se in gare importanti, anzi cruciali, ti ritrovi i Gabbiadini e gli Hamsik in panchina e in campo i De Gùzman e i Callejon? Che colpa ha il resto del mondo, arbitri e presidente in testa, se in nome di un benedetto modulo colabrodo il Napoli si ritrova ad essere una delle difese più perforate? Ripeto, questa non è un’ invettiva contro Rafael Benítez Maudes, persona amabile e per bene, semmai una critica al suo operato, alle sue scelte e alle sue priorità. Ovvio, il caro don Rafè pensa alla sua bacheca e se vince una Coppa fa centro e va via in papamobile… In caso contrario va via comunque, per alcuni da vincente a prescindere perché si chiama Benitez, a noi però resteranno i cocci e i mancati proventi di una qualificazione in Champions con tutto ciò che sappiamo ne deriverà! Abbiamo smesso già da tempo di credere nei miracoli e di affidarci alla buona sorte, preferiamo basarci sulla realtà dei fatti che attualmente ci dice che il Napoli è fuori dall’ Europa, da quella che conta e da quella che conta meno! Quel che accadrà domani lo vedremo poi, una cosa è certa, se Benitez alla fine della fiera e dopo aver sacrificato il Campionato col suo turnover, non dovesse manco vincere una Coppa la sua esperienza a Napoli sarebbe un totale fallimento e di sicuro non lo rimpiangeremo quando sarà a vincere Coppe altrove!

 

Tilde Schiavone – Pianetazzurro.it

 

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Tilde Schiavone

Sono una persona che riesce a star bene con se stessa solo se intorno a lei c' è armonia, questo è il motivo per cui cerco di risolvere i conflitti esistenti tra le persone che mi circondano;non amo i gioielli, specialmente quelli costosi, preferisco gli accessori di poco valore; non amo ricevere in regalo i fiori recisi: preferisco ammirarli nei giardini dove compiono il loro naturale ciclo vitale e non nei vasi dove hanno vita breve..Amo il blues,il canto del dolore, e il mio sogno è raggiungere un giorno quei luoghi che lo hanno visto nascere; Amo gli indiani d' america, la loro spiritualità e la loro cultura. non vivrei senza i dolci e la pizza. Sono campanilista, napolista, meridionalista ...maradonista. Adoro gli animali, ritengo che non siano loro le bestie e sono vegetariana. Non mi piace parlare, quel che sento preferisco scriverlo, so esprimermi meglio con una penna in mano anziché dinanzi a un microfono, amo inoltre il folclore della mia terra e cerco, attraverso l' Associazione Culturale Fonte Nova d cui sono Presidente, di preservarlo e diffonderlo ... e duclis in fundo AMO LA MIA NAPOLI, senza se e senza ma, ringrazio Dio perchè ha fatto sì che nelle mie vene scorresse il sangue del Sud!