L’AVVERSARIO – I lupi del Wolfsburg sulla strada del Napoli in Europa League

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Si parlava di quei famosi sorteggi che sin qui avevano favorito il Napoli nel suo cammino in Europa League, e che a detta di molti sminuivano la storica qualificazione ai quarti di finale della competizione. Ebbene, dall’urna Dudek ha pescato e ci consegnato il temibile Wolfsburg, la squadra tedesca seconda in Bundesliga dietro il Bayern Monaco, che ha strapazzato l’Inter agli ottavi. Giochiamo contro i più forti, se è vero come è vero che i ‘Lupi’ sono dati favoriti dai bookmakers inglesi.
Società – L’identità tra la Volkswagen e i Lupi è strettissima. A Wolfsburg la VW non è il marchio proprietario del club, è il marchio che ha fondato la città, costruendo nel 1938 un villaggio che ospitasse i lavoratori della fabbrica automobilistica. Il vertice societario è composto da un supervisory board, presieduto da Francisco Javier García Sanz, i cui membri sono anche nel Consiglio di Amministrazione di Volkswagen: 70 milioni di euro spesi negli ultimi due anni per i soli cartellini di Luiz Gustavo, De Bruyne e Schürrle…

Il direttore sportivo è Klaus Allofs, che nel 1980 segnò 3 gol al San Paolo contro l’Olanda agli Europei: si è insediato al Wolfsburg nel novembre del 2012, dopo 13 anni al Werder Brema e la prima cosa che ha fatto è stata quella di chiamare, a campionato in corso, l’allora allenatore del Norimberga, Dieter Hecking, il quale nel gennaio del 2013 inizia la sua nuova avventura. Da sempre schiera un 4-2-3-1/ 4-1-4-1, sfruttando rapide rotazioni del triangolo di centrocampo.

Analizziamo alcune partite chiave di questa stagione per capire come giocano:
4-2 contro il Bayern Monaco: I Lupi vanno in vantaggio sul 3-0 con due contropiedi fantastici, la palla recuperata nella propria trequarti scorre rapida dal centro verso gli esterni e nuovamente al centro. Bas Dost e De Bruyne non sbagliano mai. Guardiola porta chiunque in zona offensiva senza risultati: il Wolfsburg difende nella propria metà campo con due linee da quattro uomini molto strette, potendo contare su esterni molto disposti al sacrificio come Schürrle, Perišić, Vieirinha e Caligiuri.
Andata dei sedicesimi di finale contro lo Sporting Lisbona: In campo c’è qualche panchinaro, a centrocampo ci sono Träsch al posto di Luiz Gustavo e Max Arnold, prodotto del vivaio, al posto di Guilavogui. Nel 4-2-3-1 di Hecking, in fase di possesso, i due mediani non giocano sulla stessa linea. Il primo (Gustavo) cura l’uscita della palla, si abbassa tra i centrali per evitare il pressing avversario, il secondo (Guilavogui) attacca la profondità in area quando De Bruyne si abbassa a ricevere tra le linee, di base il palo opposto a quello occupato da Dost.
Dopo il primo tempo in quasi totale controllo, ad inizio ripresa occorrono 44 secondi a Dost per segnare il gol del vantaggio, premiando una brillante iniziativa palla al piede di Naldo (altra annotazione: i loro difensori centrali sono sicuri con i piedi). Seguirà un altro gol di Dost.
Bravi ad attaccare la profondità. Da sinistra a destra De Bruyne, Schürrle, Dost, Caligiuri. Le linee di passaggio praticamente infinite. Altra cosa che sanno fare è quella schiacciare l’avversario sulla linea laterale. .

Come detto, segnano tanto, ma dietro subiscono: bisogna attaccarli con la massima rapidità d’esecuzione possibile. Spesso non eseguono le marcature preventive sui calci d’angolo a favore: in questa maniera hanno subito diversi gol quest’anno.
Il Wolfsburg è al momento l’unico rivale credibile del Bayern in Bundesliga, e da tradizione tedesca non hanno raggiunto questo traguardo comprando (pur potendo) ma costruendo. Ad ogni sessione di mercato è stato aggiunto un pezzo importante allo scacchiere di Hecking, che solo adesso, dopo due anni di lavoro, può dirsi vicino a riportare il club alla sua dimensione naturale, la Champions League, conservandosi la possibilità di togliersi qualche soddisfazione già quest’anno, essendo ancora in corsa per Europa League e DFB-Pokal.

Giuseppe Di Marzo

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