Genoa-Cesena 3-1, romagnoli traditi dalla difesa

GENOVA – Non ci sono discussioni: tra il Genoa di quest’anno, prima e seconda maniera, e il Cesena ci sono tre gol di differenza. Anzi, stavolta due. Cambia poco. Al Genoa bastano alcuni colpetti sull’acceleratore, e la classe cristallina di Perotti, per avere ragione di un Cesena – dispiace dirlo – tradito per l’ennesima volta dalla fragilità della propria difesa. Dalla cintola in su, la squadra romagnola fa bene, impegna l’avversario, a volte persino meglio. La difesa è… indifendibile! Vi trovate tante Penelope che disfano la tela tessuta dal centrocampo con una disarmante continuità e ingenuità. Amnesie che si sovrappongono e fanno classifica. Prendete Nica: dotato di tecnica sopraffina per essere un laterale di difesa, commette errori madornali. E Volta, a dispetto del cognome, ha sbalzi di corrente che ne inficiano la prova dignitosa.
Davanti a Cascione, invece, i bianconeri girano palla con una certa autorevolezza, in virtù del movimento senza palla e della buona giornata di Carbonero.

Il Genoa? Fatica ad accendersi e prova ne sia la scontentezza per mezz’ora di Gasperini. Nonostante questo ci sono un paio di interventi d’istinto, prima del gol, effettuati da Agliardi sui tiri di Falque (di piede) e di Bertolacci. Sul corner però Volta dimentica lo stesso Bertolacci che di testa insacca. Il Grifone vive sulla classe di Perotti, un poeta  del pallone e sulla stagione felice di Bertolacci. Pavoletti e Falque illuminano a intermittenza.  Subito il gol dell’1 a 0, il Cesena si fa veemente, Djuric impegna Perin, che come Agliardi fiuta la parata prima di effettuarla, di piede, sul tiro ravvicinato. Carbonero scarica un destro fuori, un metro dentro l’area. Quando tutto fa presagire che si vada al riposo sull’1 a 0, Nica, all’ultimo secondo, aggancia come un tordo il solito, imprendibile Perotti. Il rigore è netto, l’argentino spiazza Agliardi.

Due a zero al riposo. E ancora Genoa per almeno un quarto d’ora, fino a quando cioè in spaccata Pavoletti infila il terzo gol rossoblù. Ma Perotti si fa male (sospetta lesione al bicipite femorale) e Bertolacci esce a rebus partita risolto. Rimane da risolvere la sciarada Laxalt: in che ruolo schierarlo? Non solo: Lestienne si conferma oggetto misterioso. Insomma, tra la smania di ripetere Verona del generoso Cesena e il calo di zuccheri (che fa infuriare Gasperini) del Genoa, si assiste a una ultima parte di match brutta e confusa. Defrel si divora l’occasione per riaccendere le speranze calciando sul bravissimo Perin che gli va incontro.  Tutti avanti i bianconeri, ma fa cronaca il contropiede di Falque che costa l’espulsione di Zè Eduardo che lo placca come un estremo di rugby. Peruzzo si adegua alla brutta recita finale e caccia Di Carlo, pescato fuori dalla sua area tecnica per dare qualche raccomandazione. Un eccesso di zelo.  

GENOA: Perin 6.5 – Roncaglia 6, De Maio 6.5, Burdisso 6.5 – Kucka 6, Bertolacci 6.5 (67′ Laxalt 6), Rincon 6 (81′ Izzo sv.), Marchese 6.5 – Perotti 7 (48′ Lestienne 4.5), I. Falque 6.5, Pavoletti 6.5. All. Gasperini
CESENA: Agliardi 6.5 – Nica 5, Volta 5, Lucchini 6 (46′ Renzetti 6), Kraijnc 6 – Cascione 6 –  Defrel 5.5, Ze Eduardo 4.5, Brienza 5.5 (61′ Dalmonte 6), Carbonero 6.5 – Djuric 6 (80′ Succi 6). All. Di Carlo
ARBITRO: Peruzzo 5
RETI: 37′ Bertolacci; 46′ pt. Perotti su rigore; 53′ Pavoletti; 69′ Carbonero.
NOTE: ammoniti: Bertolacci, Volta, Pavoletti, Carbonero, Cascione. Espulso Zè Eduardo. Recupero: 1′ e 5′. Un minuto di silenzio per ricorade in avvio lo sfortunato, giovane giocatore del Cogoledo, Paolo Ceccarelli, ucciso da un ictus a 22 anni.

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Protagonisti:
Fonte: Repubblica

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