Benitez balla in mezzo, Sarri dirige un’orchestra

Empoli-Napoli Sarri-BenitezNon è soltanto questione di approccio alla partita (comunque sbagliato nel caso del Napoli), concentrazione e scarso rendimento anche dei singoli più attesi. Quella dell’Empoli, sarebbe meglio dire di Sarri, è una vera e propria lezione tattica impartita al Napoli e a Rafa Benitez che mai riesce a trovare contromisure adatte e subisce sempre, complice anche la sfortuna negli autogol.
NAPOLI, CHE DISPOSIZIONE Pur corto (29 metri), e neanche troppo largo (oltre 44 metri), il Napoli comunque offre corridoi che l’Empoli mai si sarebbe immaginato. Saponara  agisce da «10» moderno e rapido  alle spalle della coppia Pucciarelli-Maccarone, con il primo a sfiancarsi nel pressing e il secondo a dettare la profondità. Quei tre sfruttano la cattiva disposizione del Napoli nella zona più importante del campo per chi si difende. Coulibaly e Britos sono infatti molto larghi e i due centrali davanti, Gargano e Inler, sono in linea e scalano poco ad aiutare. Proprio in questi spazi aperti, e grazie alla velocità degli interpreti empolesi, nasce il primo gol che sorprende la difesa del Napoli, lenta e, ancora una volta, distratta. Maccarone sembra un fulmine, Coulibaly non fa una bella figura.
EMPOLI, CHE SCHIERAMENTO Che l’Empoli abbia meccanismi mandati a memoria si capisce da altri indicatori. Infatti, pur con un baricentro molto basso (46 metri, come il Napoli), l’Empoli lascia (di poco) il possesso ai rivali (51-49) rendendolo comunque vano. Infatti è Sarri che ha il vantaggio territoriale e il controllo del gioco: grazie ad una disposizione nella quali tutti rispettano le distanze e soprattutto sembrano giocare a memoria. Una disposizione da scuola, con gli esterni difensivi che coprono gli esterni senza abbandonare i centrali, con le due mezzali vicine al play Valdifiori e così dinamiche da creare superiorità numerica. E con i due attaccanti che partono vicini e poi si allargano per aprire le maglie della difesa già larga di suo. Tanta profondità e triangoli veloci e precisi che non lasciano scampo al Napoli, molto statico e quasi in linea. Preda facile per chi sa dove e come stare in campo.

La Gazzetta dello Sport

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