Juventus, Marotta: “Gli scudetti vinti sono 33, Tevez? Ha un contratto fino al 2016”

ROMA – Neppure il più ottimista dei tifosi bianconeri, l’estate scorsa, si aspettava di vivere una stagione tanto esaltante. E forse non se l’attendevano così ricca di soddisfazioni (4° trionfo consecutivo in campionato, semifinale di Champions e finale di Coppa Italia, per ora) neppure in casa della Vecchia Signora.

MAROTTA: “GRANDE STAGIONE, CHAMPIONS SPOT PER CALCIO ITALIANO” – “Se mi aspettavo una stagione così? Che potessimo lottare si, ma non così. C’erano forti motivazioni in noi e nei giocatori e sapevamo che avremmo lottato fino alla fine sicuramente”, ammette Beppe Marotta, direttore generale della Juventus intervenuto a ‘Radio Anch’Io Sport’. Il merito va ascritto a tutti: “la squadra che scende in campo è lo specchio della società, la storia della Juve insegna questo, passano dirigenti e giocatori ma la società ha sempre vinto”. Dopo la conquista del quarto scudetto di fila, la squadra di Allegri è concentrata sulla doppia sfida delle semifinali di Champions League con il Real Madrid di Carlo Ancelotti. “E’ una bellissima occasione, un bello spot per il calcio italiano, nuovamente protagonista in una competizione che ha visto diverse volte squadre italiane arrivare a questo punto e vincere – sottolinea Marotta ai microfoni di Radio Rai -. Ci troviamo di fronte tre corazzate ma vogliamo provarci. Ce la vogliamo giocare fino in fondo, con tanta motivazione e voglia di fare bene”.

“CONTE E ALLEGRI DIVERSI MA VINCENTI” – Dopo i tre scudetti vinti con Antonio Conte la Juve ha proseguito a vincere con Massimiliano Allegri. “Di base ogni allenatore ha le sue peculiarità. Se dovessimo analizzare le caratteristiche di Conte e di Allegri troveremo due soggetti diversi, che conoscono il calcio, che hanno un differente modo di gestire il gruppo, ma due grandi professionisti. Con squadre composte da
campioni di questa natura bisogna sapersi relazionare nel modo migliore, il modus operandi di Conte è più deciso e duro, quello di Allegri più morbido, ma entrambi sono riusciti a vincere”.

“CALCIOPOLI FERITA NON ANCORA RIMARGINATA E SCUDETTI SONO 33” – Sul numero dei titoli tricolori in bacheca la Juventus comunque non transige. Dunque quanto alla possibilità di chiudere la diatriba sui 33 scudetti ufficiali, accettando la sentenza che ne riconosce ai bianconeri solo 31, Marotta è categorico. “Quella di Calciopoli è una ferita non rimarginata, c’è un contenzioso aperto – ricorda l’amministratore delegato del club – e ci limitiamo a considerare gli scudetti vinti sul campo che sono 33. Stiamo vivendo una situazione iniqua, la relazione di Palazzi era realistica e pesante e solo per la prescrizione non ha comportato sanzioni diverse. Stiamo ancora aspettando delle sentenze precise e i nostri avvocati stanno lavorando per portare a galla la verità”.

“CALCIO ITALIANO IN DIFFICOLTA’ DA QUALCHE ANNO” – Nonostante la Juve sia arrivata in semifinale di Champions e Napoli e Fiorentina in semifinale di Europa League, secondo Marotta “il gap tra il calcio italiano e il resto del calcio europeo è notevole. 10-15 anni fa eravamo l’eldorado e la massima espressione in termini economici. Quando il fatturato è alto ti premette grandi ingaggi, ma poi siamo scesi in modo clamoroso, e questo è dimostrato dall’immobilismo del sistema calcio che cerchiamo con il presidente Agnelli di rinvigorire”. La Juventus ha vinto il titolo senza particolari problemi e con quattro giornate di anticipo, ma va dato merito a questa squadra, secondo il dirigente bianconero, di aver fatto grandi cose anche a livello europeo. “Che a livello qualitativo il nostro calcio sia sceso negli ultimi anni è indubbio, ma siamo tra le prime 4 in Europa e i meriti vanno ascritti a questa squadra. Il percorso in Europa è stato faticoso e credo vada sottolineato. Il calcio italiano è in difficoltà, ma lo è da qualche anno”.

“JUVE HA RISCHIATO E INVESTITO, CREATO MODELLO VINCENTE” – Il salto in avanti della Juventus c’è stato anche grazie alla lungimiranza della società e ai suoi investimenti. “Abbiamo dei vantaggi provenienti dallo Juventus Stadium e altre risorse che continuano a far elevare il fatturato, ma va dato merito alla società, dal punto di vista imprenditoriale di aver rischiato e investito. L’avvento di Andrea Agnelli nel 2010 non solo ha rappresentato il senso di appartenenza, ma è molto preparato, conosce bene il calcio perché lo ha vissuto sin da piccolo e ha la propensione verso la parte aziendale e ha creato un modello vincente – ha aggiunto Marotta -. Certamente una risorsa è rappresentata dallo stadio che ha contributo in termini di calore e partecipazione ma anche economico, cosa che dobbiamo incrementare. Il contratto dal prossimo luglio con l’Adidas è una prima realtà”.

“NON CI SONO PRESUPPOSTI PER PARTENZE POGBA E TEVEZ” – Non può mancare qualche considerazione sul mercato bianconero, anche alla luce delle ricorrenti voci sulle partenze di Tevez e Pogba. “Pogba è un grandissimo campione, il giovane migliore in circolazione nel mondo e ha attirato su di sé gli occhi dei grandi club – spiega il dirigente del club torinese – Ma anche la Juve è un grande club e non siamo abituati a vendere, solo in rarissime occasioni ci sono state cessioni eccellenti ma oggi non ci sono i presupposti perché Pogba possa essere sul mercato. Abbiamo degli equilibri interni come ingaggi e il nostro potere economico non è pari a quello di altri club, la volontà del giocatore è importante ma posso dire che Paul non ha manifestato alcuna intenzione di lasciare”. Per quanto riguarda l’Apache, “ha un contratto fino al 2016, ha girovagato in diversi club, ha nostalgia del suo Paese ed è giusto che sia così. Con noi ha fatto benissimo, si è anche realizzato, ha potuto godere delle sue prestazioni e questo la dice lunga sull’inserimento nel nostro club, sulla sua leadership e sulla sua voglia di rimanere. Non esistono i presupposti per interrompere il contratto anticipatamente”.

“DYBALA BRAVO MA DIVERGENZE ECONOMICHE CON ZAMPARINI” – Tevez o non Tevez, Dybala resta nel mirino. “L’obiettivo è la vittoria, in tutte le competizioni che giochiamo, e la vittoria non la si ottiene solo con i giovani ma mixando gioventù ed esperienza – sottolinea Marotta -. Abbiamo nel nostro dna la volontà e la voglia di valorizzare i giovani, abbiamo già Morata, Coman, Mattiello, vogliamo continuare su questa strada e ci guardiamo attorno. Dybala è un giocatore interessante, un classe ’93, con Zamparini ci siamo incontrati e oggi possono sussistere divergenze di carattere economico. E’ giusto che Zamparini faccia il suo prezzo, noi faremo la nostra corsa”. La Juve comunque ha la volontà di investire anche sui giovani. “Abbiamo circa 70 giocatori in prestito tra il calcio italiano e straniero. Abbiamo Rugani, che ha giocato un eccellente campionato con l’Empoli, è giovanissimo, ha 21 anni. Poi Mattiello stava giocando benissimo nel Chievo e si è infortunato in maniera grave e improvvisa. Il nostro obbiettivo è inserire qualche giovane nella rosa delle prima squadra”.

“DEL PIERO DIRIGENTE? PER ADESSO GIOCA ANCORA” – Infine una battuta sul possibile ingresso di Alessandro Del Piero nella Juve del futuro. “Sta ancora giocando. Credo che abbia rappresentato un punto di riferimento, ma oggi la società è ben organizzata. Io non faccio altro che apprezzare il Del Piero calciatore”.

Fonte: Repubblica

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