Provarci si può. Anzi, si deve. Perché l’opportunità è unica e va presa al volo. Stasera, Napoli sarà sugli spalti del San Paolo, a inseguire il sogno di una finale europea. L’impresa della Juve, che ha battuto il Real Madrid, ha aperto la strada per il riscatto del calcio italiano che, tra una settimana, potrebbe ritrovarsi protagonista sia in Champions League, con i bianconeri in finale, sia in Europa League, ipotizzando una finale tutta nostra tra Napoli e Fiorentina. Il gioco dunque si fa duro, oltre al fisico servirà il talento e, possibilmente qualche gol pesante. Ed il San Paolo è pronto per sfidare il Dnipro, formazione che merita rispetto e attenzione, avendo già eliminato Olimpiakos, Aiax e Bruges.
PRECEDENTE Contro gli ucraini, il Napoli ci ha già giocato, tre anni fa, nella stessa competizione. Quella volta, però, le due squadre si sono affrontate nella fase a gironi, vincendo le rispettive partite interne. A Fuorigrotta ci fu un protagonista in assoluto, Edinson Cavani, che mise a segno una quaterna. Per la cronaca, la partita finì 4-2 per il Napoli che era stato sconfitto in Ucraina, 3-1, con Walter Mazzarri in panchina. Stavolta, però, sarà diverso, entrambe non si giocheranno la qualificazione ai sedicesimi di finale, bensì la possibilità di accedere alla finale, in programma a Varsavia il 27 prossimo.
COME CAVANI Il record di reti segnate in una sola partita europea del Napoli di De Laurentiis, dunque, appartiene all’attuale attaccante del Psg, ceduto al club francese per 63 milioni di euro due estati fa. Soldi che il presidente ha reinvestito nel giro di qualche giorno per assicurarsi il Pipita, ovvero la continuazione dello stesso Cavani lì davanti. Il paragone tra i due regge, entrambi sono attaccanti di grande livello, che segnano gol a grappoli e che polarizzano le attenzioni del mercato internazionale. Il Matador a Napoli segnò 104 reti in 138 gare permettendo al club di ritornare a giocare in Champions dopo 23 anni. È storia passata, adesso Cavani. Ora, il San Paolo ha occhi e entusiasmo soltanto per Gonzalo Higuain. Ci vorranno i suoi gol, certo, così come il suo carisma, in campo. Fin qui, il Pipita ha realizzato 12 reti, in Europa, giocando 21 partite, ed è in corsa per vincere il titolo di capocannoniere dell’attuale Europa League. Gli bastano due reti per staccarsi in testa alla classifica.
PIPITA LEADER Da condottiero qual è non si è più voluto fermare, Higuain. Negli ultimi due mesi, è sempre stato presente. Da vero leader vuole essere da esempio agli altri compagni, invogliandoli al sacrificio, perché in tre settimane il Napoli si giocherà il lavoro di un’intera stagione. Europa e campionato (secondo o terzo posto) sono discorsi ancora aperti, così come il confronto col passato a cui il Pipita guarda con interesse: pagherebbe chissà cosa per leggere il suo nome tra le pagine più importanti della storia del club. Magari, insieme a quelli di Diego Maradona e Antonio Careca. Il momento, dunque, è tutto suo, come l’ammirazione del popolo napoletano. Una passione maturata in questi due anni, vivendo le emozioni che il giovane attaccante argentino ha saputo regalare con una certa continuità. Stasera, questo sentimento è destinato a crescere ancor di più, specialmente se dovesse essere lui a sdoganare il Napoli per il passaggio alla finale. L’ambiente ci crede, è consapevole che, dopo Diego Maradona, un altro argentino farà brillare la stella Napoli nel firmamento europeo. Poche ore ancora, quindi. Poi, ci sarà la notte del San Paolo, con tanto di Dnipro da rispedire al mittente senza ricevuta di ritorno.
La Gazzetta dello Sport