Rafa, ultimi veleni: «Questo è il calcio italiano di m…» Un turno di stop

Benitez_DMF_3745 Napoli-Volfsburg 23/4/2015 foto De MartinoProprio così, a pagare le conseguenze per quanto accaduto durante e dopo Parma-Napoli, è stato soltanto lui, Rafa Benitez, per il quale il giudice sportivo ha decretato una giornata di squalifica. La colpa dell’allenatore spagnolo è stata quella di aver detto, uscendo dal campo: «questo è il calcio italiano di merda». Frase scritta nel proprio rapporto dall’ispettore della Procura Federale presente alla partita. Un provvedimento che ha colto di sorpresa il tecnico, impegnato a Castelvolturno per l’allenamento, che – alla notizia – ha avuto una reazione molto stizzita. La punizione è stata commentata dal suo staff con grande amarezza, ed è stata definita vergognosa.
UNICO COLPEVOLE Sembra assurdo che di quanto detto e denunciato, nel dopo partita, da Roberto Donadoni e Raffaele Palladino, non sia stata trovata nessuna traccia, alcun riscontro, nei referti arbitrali. Dunque, né il direttore di gara, Giacomelli, né i due guardalinee e gli addizionali hanno sentito le minacce e gli insulti che si sono scambiati i protagonisti. Allora, quando Donadoni ha parlato d’immondizia, di vergogna, di schifo, a cosa si riferiva se nulla è accaduto? L’unica punizione vera, infatti, è stata quella inflitta a Benitez, perché per Gonzalo Higuain c’è stata soltanto una multa di 10.000 euro per la quale Antonio Mirante, tanto per alimentare il papocchio, si è offerto di pagarne una metà. Insomma, il pallone s’è sgonfiato in sole 24 ore, nonostante la gravità delle accuse lanciate dall’allenatore e dal giocatore del Parma nei confronti dei tesserati del Napoli. Probabilmente, ci sarà un’inchiesta della Procura Federale, ma si tratterà di un atto dovuto, perché né la sestina arbitrale né i rappresentati della stessa Procura, dicevamo, hanno annotato nulla di quanto accaduto al Tardini nel tumultuoso dopo-partita.
RICORSO La squalifica comminata a Rafa Benitez ha mandato su tutte le furie anche il presidente Aurelio De Laurentiis che ha subito contattato il legale della società, Mattia Grassani, dandogli mandato di procedere col ricorso. Che verrà presentato nelle prossime ore, contro i provvedimenti adottati dal giudice sportivo nei confronti dell’allenatore e di Higuain. Ricorso, che se non dovesse essere accolto, impedirà a Benitez di sedere in panchina, lunedì sera, nel posticipo di campionato contro il già retrocesso Cesena. In tal caso, al suo posto ci sarà Fabio Pecchia, il secondo.
FUTURO A RISCHIO L’ha trovata insopportabile la squalifica, Rafa Benitez, l’ha ritenuta una grave offesa, alla sua onorabilità, perché quella frase è stata pronunciata in un momento di grande concitazione, nel bel mezzo di un parapiglia che ha coinvolto le due squadre, allenatori e dirigenti compresi. Il rischio che il provvedimento del giudice sportivo possa avere forti ripercussioni sulle decisioni del tecnico spagnolo, dunque, è abbastanza alto. De Laurentiis si aspetta una risposta a breve, dopo il colloquio avuto col suo procuratore, Quilon. Ma gli ultimi eventi potrebbero avere un effetto devastante sul progetto tecnico del Napoli, potrebbero rappresentare il pretesto definitivo perché Benitez sbatta la porta in faccia a questo calcio, da lui offeso e che, probabilmente, non ha mai sentito suo.
ULTIMI MOMENTI Kiev, dunque, potrebbe essere una delle sue ultime tappe di questa avventura napoletana. E’ qui che domani sera, col suo Napoli, si giocherà l’accesso alla finale di Europa League, un obbiettivo che adesso, più che mai, non intende fallire. Vuole andare via, certo, ma da vincitore, lasciando in eredità al calcio italiano un altro dei suoi innumerevoli trofei conquistati.

La Gazzetta dello Sport

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