L’AVVERSARIO – Il Sassuolo di Di Francesco ha cambiato poco, ma occhio ai nuovi Duncan e Defrel

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Il nuovo corso del Napoli targato Maurizio Sarri inizia in quel di Sassuolo, o meglio al Mapei Stadium di Reggio Emilia, stadio della compagine allenata ormai da anni dal rampante Eusebio Di Francesco.
Calendario alla mano, gli azzurri nelle prime tre giornate affronteranno squadre sulla carta abbordabili. Ma guai a sottovalutare il team emiliano, che nel precampionato si è dimostrata squadra già rodata, come testimoniano le recenti amichevoli disputate

Il 9 Agosto, il Sassuolo ha giocato un’amichevole di lusso con il Villarreal: i neroverdi hanno strappato un pareggio ad una squadra protagonista in Spagna, che in estate ha battuto squadre del calibro di Wolfsburg, Lione e Arsenal. Sicuramente un ottimo test in vista della gara contro il Napoli, il Sassuolo per lunghi tratti della partita ha dominato contro la 6° forza del campionato spagnolo: si è vista una squadra motivata, in ottima condizione e con voglia di confermarsi ad alti livelli. Alla rete del vantaggio neroverde di Alfred Duncan al 4°del primo tempo risponde il goal al 55° di Nahuel, nel finale occasionissima per Defrel (che ha l’onere di sostituire Zaza, passato alla Juventus) dove solo il palo gli ha nega la gioia del goal con la maglia sassolese.
La squadra di Di Francesco non ha cambiato molto rispetto alla scorsa stagione, ma si stanno rivelando ottimi gli acquisti di Gregoire Defrel (autore di una doppietta l’anno scorso proprio contro il Napoli con la maglia del Cesena) e di Alfred Duncan, che è stato già eletto a beniamo da parte della tifoseria emiliana.

Analizziamo alcuni principi del gioco del Sassuolo, che non sono sostanzialmente cambiati rispetto all’anno scorso col solito modulo 4-3-3: avvio dell’azione bassa, a partire dal portiere con passaggi corti e sicuri: i neroverdi iniziano spesso il gioco da sinistra e sviluppano la successiva azione a destra.

I difensori centrali (soprattutto Acerbi, centro sinistra) aperti con continui movimenti ad abbassarsi per ricevere del mediano centrale

A questo punto la costruzione del gioco prevede due principali opzioni: 1 attacco diretto, tramite verticalizzazione, sull’attaccante centrale o sul taglio convergente degli attaccanti esterni tra le linee

2-Apertura del gioco nei corridoi laterali, sfruttando i movimenti combinati delle catene esterne

3-Movimento ad ancora di un centrocampista interno, che si abbassa a ricevere in posizione laterale

-Praticato, in rare occasioni, anche il lancio lungo del portiere o del difensore centrale sull’attaccante centrale Defrel oppure sul centrocampista interno sinistro (Missiroli), con l’obiettivo di aggredire e conquistare la seconda palla in settori avanzati del campo.

Progressione del gioco: Indirizzare il gioco nei corridoi laterali (a destra), dove poi creare superiorità numerica grazie ai movimenti delle catene esterne.

Di particolare rilevanza è il movimento compiuto dalla catena esterna destra, composta da Versaljko (obiettivo di mercato degli azzurri) e Berardi.

Opzione 1: Versaljko resta basso, Biondini (?) aggredisce l’ampiezza profonda e Berardi taglia verso il centro per ricevere tra le linee.

Opzione 2: Biondini (?) si abbassa a ricevere, Versaljko attacca l’ampiezza profonda e Berardi taglia verso il centro.

Opzione 3: Conduzione palla del difensore laterale Versaljko verso il centro del campo con l’obiettivo di creare superiorità numerica.

Alternare il gioco largo (sfruttando le catene laterali) con quello centrale (attraverso verticalizzazione sul taglio degli attaccanti esterni e sull’attaccante centrale).

Il resto, è storia recente: abbiamo ammirato tutti in diretta tv il Sassuolo al Trofeo Tim contro Inter e Milan, che ha dato l’idea di una squadra già rodata e ben messa in campo da Eusebio Di Francesco. Un motivo in più per gli uomini di Sarri per non sottovalutare un avversario ampiamente alla portata, non cadendo negli errori della scorsa stagione e partire subito forte in campionato per creare il giusto entusiasmo intorno alla squadra, dopo lo scetticismo iniziale.

Giuseppe Di Marzo

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