Sarri anema e core: «Giochiamo per i napoletani»

sarri intervisteAnema e core è un evergreen della canzone napoletana. Dal 1950 ad oggi l’hanno cantata tutti i migliori interpreti della melodia partenopea. Nel testo originario sono due componenti fondamentali per tenere insieme una coppia di innamorati, nella versione rivisitata di Maurizio Sarri sono i due ingredienti necessari per battere stasera la Juve. A Fuorigrotta sono attesi circa 50 mila, esclusivamente tifosi azzurri. Sarri se ne rammarica con ironia: «Mi sarebbe piaciuto avere pure gli ospiti, visto che la stragrande maggioranza di loro sono persone perbene che hanno il solo difetto di…essere juventini». Una battuta che da ieri impazza sui social, non l’unica che Sarri ha sciorinato facendo capire quanto lui per primo tenga a questa partita: «Vorrei vedere qualcosa di straordinario, a fine partita il pubblico dovrà essere orgoglioso di noi. Non dobbiamo giocare per la classifica ma per i napoletani, che attribuiscono a questa gara un valore particolare. Io debbo fare in modo che i calciatori affrontino la Juventus avvertendo le stesse motivazioni che spingono la gente a venire allo stadio. Ci dovrà essere sintonia tra chi scenderà in campo e chi sarà sugli spalti».
CLASSIFICA E MERCATO L’allenatore del Napoli è carico ma non sfrontato, sa perfettamente quali insidie nasconde la partita di stasera: «In questo momento è uno scontro diretto per la medio-bassa classifica, ma certamente non vedo una Juve in crisi. Contro il Frosinone hanno giocato un’ottima gara e, come noi, vengono da otto punti nelle ultime quattro gare ufficiali. Se perdendo rischiano di dire addio allo scudetto? La Juventus può vincere anche dieci gare di fila. Loro negli ultimi quattro anni hanno scritto la storia del nostro calcio, rappresentano una certezza. L’Inter, invece, è ancora una incognita. Bisogna capire se ha già ammazzato il campionato o se presto si fermerà». Anche il Napoli è tutto da scoprire: «Abbiamo grandi potenzialità ma ancora tanti difetti». Per nasconderli servono «anema e core».

La Gazzetta dello Sport

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