TORINO – L’inquietante avvio di campionato dei bianconeri non è sfuggito al grande e rimpianto ex Carlitos Tevez: “La Juve? La sto seguendo e sto soffrendo perché ho lasciato una parte del mio cuore lì e mi fa penare vederla così. Ma è normale, c’è stato un grosso ricambio e bisogna avere fiducia in questo gruppo”. L’Apache motiva così la sua decisione di lasciare la Vecchia Signora per rientrare alla casa madre: “Avevo già dato tutto alla Juventus, vedevo il Boca Juniors in difficoltà e mi dispiaceva, sentivo insomma di dover tornare. Tutti i giorni sognavo di calcare il campo della Bombonera. Ho lasciato quello che ho lasciato e ho conquistato la felicità”. Quella di Tevez è stata una scelta di vita, dettata esclusivamente da questione affettive: “Un club cinese mi offriva 20 milioni all’anno ma i soldi non cambiano nulla, siamo nati nudi e moriremo nudi. Me n’ero andato dall’Argentina dieci anni fa, mi mancava la mia famiglia e volevo dare una mano al club che amo”. Missione quasi compiuta: la squadra xeneize è infatti in testa al campionato argentino, con 4 punti sul San Lorenzo a quattro giornate dalla fine.
FIDUCIA A OROLOGERIA – Tevez manca ai tifosi bianconeri ma sicuramente anche ad Allegri, alla disperata ricerca di un leader e della squadra evaporata in queste prime sei uscite di campionato. La società ha dato al tecnico un mese di tempo per invertire la tendenza e ritrovare l’andatura che ha contraddistinto le ultime marce trionfali. La fiducia è a orologeria. E’ finito il tempo delle sperimentazioni: Allegri è chiamato a dare una fisionomia precisa alla squadra, a sua volta invitata a dimenticare certi alibi di pronto uso (le partenze illustri, il profondo rinnovamento, i tanti infortuni…) e a ritrovare in fretta la vittoria. Soprattutto quella sul prato di casa dello Stadium, l’ex fortino inespugnabile (inviolato nel suo primo anno di vita, sempre in festa nel terzo campionato di Conte) diventato terreno di conquista per provinciali. Dopo una sconfitta (contro l’Udinese) e due pareggi interni (contro Chievo e Frosinone), servono due successi con il Siviglia (mercoledì, arbitra lo svedese Jonas Eriksson) per mettere una bella ipoteca sull’accesso agli ottavi di Champions e con il non irresistibile Bologna (domenica) per svellersi dai bassifondi della classifica.
LICHTSTEINER DI NUOVO IN GRUPPO – In Champions League si rivedrà il 4-3-3, ovvero il modulo che esalta maggiormente le qualità di Cuadrado, il bianconero più in forma del momento, con Morata e Dybala (o Pereyra) a completare il tridente. In regia si va verso la conferma di Hernanes, nonostante la goffa prestazione di Napoli – una bocciatura rischierebbe di affossarlo psicologicamente -, con Lemina e Pogba al suo fianco. Se davanti a Buffon ci saranno quasi sicuramente Bonucci e Chiellini, resta qualche dubbio da sciogliere sulle fasce. A destra il recuperato Lichtsteiner (rientrato oggi in gruppo, dopo il malore con problemi respiratori accusato mercoledì contro il Frosinone) è in ballottaggio con Caceres, anche lui nuovamente abile e arruolabile, mentre per il posto sulla corsia sinistra è corsa a due tra Alex Sandro ed Evra, con il brasiliano in vantaggio.
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- Protagonisti:
- stephan lichtsteiner
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