Federcalcio Usa vuole proibire i colpi di testa ai bambini: rischio di danni al cervello

La Federazione calcio degli Stati Uniti vuole proibire i colpi di testa ai bambini di età inferiore ai dieci anni e limitare quelli dei ragazzi tra gli 11 e i 13 anni durante gli allenamenti. Si tratta di un provvedimento che risponde a una richiesta presentata dai genitori di giovani calciatori presso la Federazione americana nell’agosto del 2014.

Le misure che il massimo organismo del calcio americano vuole vengano adottate «al più presto», sono però solo una raccomandazione, dal momento che le associazioni di calcio giovanile non hanno alcuna autorità a livello locale per richiedere l’adozione di norme. «Anche se si tratta solo di raccomandazioni, sono basate su parere della commissione medica della Federazione e per questo esortiamo con forza la loro adozione», ha detto la Federazione americana in una nota. In questi ultimi anni, il calcio è diventato lo sport più popolare negli Stati Uniti. Anche per questo è cresciuta l’attenzione riguardo una possibile connessione tra l’insorgenza delle malattie neurodegenerative e l’impatto causato dai colpi di testa.

Il Centro per lo studio della encefalopatia traumatica presso la Boston University ha scoperto che una grande percentuale di ex giocatori NFL, i cui cervelli sono stati esaminati durante l’autopsia, ha mostrato segni di malattia encefalopatica degenerativa.

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