Napoli-Torino, stasera la sfida al San Paolo. Sarri: «Tenere il ritmo e i gol di Hamsik»

SarriAtalantaDiciassette vittorie in ventuno partite. Un concetto che ripete più volte Sarri, quasi fosse un mantra. Il Napoli riparte da questa certezza contro il Torino (diretta sul Mattino.it dalle ore 20.45), un assunto numerico inconfutabile, un cammino con poche macchie tra campionato ed Europa League. Ecco perché il tecnico azzurro auspica di poter ottenere gli stessi risultati nel 2016. «Ripetere questi numeri sarebbe già tantissimo, anche se chiaramente si spera sempre di migliorare».

Una strada da percorrere, quella che ha consentito agli azzurri di chiudere a Natale a un punto dalla vetta e di essere in corsa per il titolo di campione d’inverno. «Non è questa la cosa importante per aumentare la consapevolezza della propria forza ma dare continuità alle prestazioni ed è quello che vogliamo fare». L’obiettivo è uno e uno soltanto quello fissato dall’allenatore azzurro. «Provare a far tirare fuori a questa squadra il 101 per cento delle proprie possibilità, cosa che non sempre è avvenuta in passato». Subito un test impegnativo: la prima partita dell’anno stasera al San Paolo è contro uno di quegli avversari che vorresti sempre evitare, il Torino di Ventura, una squadra scorbutica che non ti dà ritmo, si difende bassa e addormenta il gioco con un lungo possesso palla tra difensori e portiere. «Ecco perché dovremo essere bravi a recuperare il pallone il più in alto possibile.

Il Torino di Ventura due anni fa si è qualificato in Europa League e l’anno scorso ha pagato solo nel finale dopo una stagione lunghissima cominciata con i preliminari europei a luglio». Il solito Napoli, quello dei titolarissimi e una sola novità: Valdifiori da playmaker al posto dello squalificato Jorginho. Un cambio ruolo per ruolo, anche se le caratteristiche tra i due centrocampisti centrali sono leggermente diverse e ovviamente per l’ex empolese quella di stasera sarà una grande opportunità dopo le tante panchine in campionato. «Se andiamo a guardare le presenze: Jorginho ha giocato 14 volte e Valdifiori 11 e quindi non direi proprio che quest’ultimo è stato utilizzato poco. Jorginho palleggia più in orizzontale e ha un maggiore impatto fisico, Valdifiori verticalizza maggiormente».

Non ama parlare dei singoli e il concetto lo ribadisce in maniera chiara quando risponde all’argomento mercato «Parlo spesso con il direttore sportivo che poi si muoverà come è normale che sia sulle direttive della società. Ma non faccio mai nomi e parlo solo di caratteristiche. Io faccio l’allenatore e il mio compito è migliorare al massimo il mio gruppo». Uno di quelli che ha migliorato è Marek Hamsik, il capitano tornato su grandi livelli nel suo ruolo preferito, quello di mezzala di centrocampo.

«Vorrei portare Hamsik a segnare con più continuità anche se adesso è diventato un centrocampista vero con tante prestazioni ad alto livello». Un altro azzurro che ha ritrovato in pieno contunuità di rendimento è Albiol. «Doveva solo ritrovare delle certezze, è meno appariscente di altri ma è quello che come movimenti guida la linea. Anche Chiriches è in grande crescita». Contro il Torino attese ulteriori conferme.

ilmattino

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