Serie A, torneo 1989/90. E’ il 30 dicembre della stagione che dice addio agli anni ’80, il Napoli a Roma subisce la sua prima sconfitta in campionato, contro la Lazio di Giuseppe Materazzi, ma si aggiudica comunque il titolo di Campione d’inverno, che a fine campionato si tramuterà in quello di Campione d’Italia. Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata tanta. Ventisei anni dopo, il Napoli chiude nuovamente il girone di andata al comando della classifica. Certo, il titolo, più che altro simbolico, di “Campione d’inverno” a conti fatti non porta alcun trofeo o premio particolare, ma rimane comunque una grande soddisfazione per una piazza che negli ultimi ventisei anni ha sofferto molto, tra stagioni anonime, serie B, il fallimento, la serie C e la faticosa risalita. L’ambiente napoletano si merita dunque appieno questa soddisfazione, pur tenendo presente che il difficile deve ancora arrivare.
Già dalla prossima gara contro l’ostico Sassuolo, la squadra di Sarri dovrà dimostrare di saper reggere la pressione del primato. Di non essere arrivata lì, sopra tutti gli altri, per demeriti altrui, ma semplicemente perché, fino a questo punto della stagione, il Napoli si è davvero mostrata la squadra migliore. L’uno a cinque contro il Frosinone, con cui si è chiuso il girone di andata, ne è stata la prova ulteriore. Queste prime diciannove gare hanno palesato come il Napoli sia, sicuramente, la squadra che gioca meglio di tutte. Non vi sono dubbi a riguardo. Nel corso del girone, poi, la compagine partenopea ha saputo costruirsi un’eccellente solidità difensiva. Merito di Sarri, che da grande studioso del calcio ha saputo trarre il massimo da giocatori svalutati dalle precedenti gestioni. Albiol e Koulibaly, da oggetti di derisione e fonti di preoccupazione per i tifosi, si sono tramutati in una delle coppie di centrali più affidabili del campionato, sostenuti dall’indispensabile figura di Reina, che dai pali guida e motiva l’intero reparto, e coadiuvati da una coppia di esterni di valore assoluto. Hysaj si è rivelato uno degli acquisti più azzeccati della sessione di mercato estiva, mentre Ghoulam è stato rivitalizzato dal paziente lavoro di Sarri, che ne ha fatto un terzino solido anche in fase difensiva.
Il gran merito dell’ex allenatore dell’Empoli è poi stato quello di infondere nella sua squadra una grande personalità. Il Napoli è diventato una formazione che non ha paura di giocare palla a terra già dalla difesa, per poi dominare in mezzo al campo con il riplasmato Jorginho, con il fortissimo Allan e con un Hamsik ritornato, per continuità di rendimento, ai livelli dei primi anni in azzurro.
Ma il pregio maggiore di Sarri è stato, probabilmente, quello di riuscire anche a riparare ai suoi errori, alle sue convinzioni iniziali, dimostrando grande intelligenza ed elasticità. Il passaggio dal 4-3-1-2 iniziale al 4-3-3 è certamente stato il momento di svolta di questa prima metà di stagione del Napoli. Il nuovo modulo ha permesso a tutti i giocatori di esprimersi al meglio nella posizione a loro più congeniale. Di lì in poi il gioco azzurro è decollato e gli attaccanti hanno iniziato a fare faville. Higuaìn è solo la punta di diamante di un reparto che ha saputo esprimersi al meglio in tutti i suoi elementi. A tal proposito basta guardare alle statistiche di Insigne, che sta vivendo la stagione migliore della sua carriera, ma che allo stesso tempo Sarri può permettersi di tenere a riposo per una giornata, come appunto a Frosinone, senza che il gioco della squadra ne risenta.
Insomma, il Napoli in queste prime 19 partite ha fatto vedere di possedere tutte le carte in regola per recitare un ruolo da protagonista assoluto fino alla fine della stagione. Ma attenzione a non sottovalutare la difficoltà dell’impresa che la squadra di Sarri è chiamata a compiere. Le avversarie in campionato sono forti ed agguerrite, ed anche una macchina all’apparenza perfetta, come potrebbe sembrare il Napoli di oggi, ha bisogno di modifiche e rinforzi per mantenere nel lungo periodo le sue prestazioni. De Laurentiis è dunque chiamato, in questi giorni, a dare un chiaro segnale della sua volontà di favorire l’opera dei suoi. Il Napoli grande sul campo deve dimostrare di poterlo essere pure sul mercato. Anche con un solo colpo, ma mirato.
I tifosi e la città, intanto, potranno godersi la soddisfazione del momento, con la speranza di poter cullare ancora a lungo questo dolce sogno di un pomeriggio d’inverno.