BALO FLOP — Non per nulla l’attacco rossonero, a parte l’Inter, è molto distante dalle squadre che precedono in classifica. La realtà dice che Mihajlovic ha un parco attaccanti di primissima grandezza, ma per un motivo o per l’altro non ha ancora ingranato come dovrebbe. Sinisa lo sa bene e infatti è il primo a chiedere, molto spesso, più cattiveria alle punte. Ma andiamo sui singoli per capire meglio la situazione. Niang è in evidente fase down. Non vede la porta. Il tecnico ci ha puntato forte, ma dopo le prime prove il francese sta mostrando evidenti limiti pratici dovuti soprattutto all’inesperienza (in fondo siamo a poco più di 50 presenze in A), che lo porta a voler strafare e ad affidarsi all’istinto piuttosto che al ragionamento. Poi c’è Balotelli, che a Empoli ha capito sulla propria pelle quant’è difficile la via del recupero atletico quando non giochi da oltre tre mesi. Ma oltre a ciò – e questa è la cosa grave -, Mario è sembrato scendere in campo con un approccio sbagliato anche a livello mentale: poco voglioso, ed è apparsa una cosa molto strana. Il progetto di Mihajlovic era quello di dargli minuti in Toscana e magari metterlo dall’inizio domani con l’Alessandria, ma a questo punto sarà molto difficile che succeda. Più ragionevole pensare che venga confermato Bacca e che accanto a lui torni protagonista Luiz Adriano, che dopo il comprensibile spaesamento dovuto alla disavventura cinese, si candida per riformare la coppia originaria dell’estate con Carlos. Dopo il colombiano, fin qui è stato senza dubbio lui l’altra punta più preziosa. Proseguendo la carrellata troviamo Menez, che ha risolto i problemi alla schiena ma deve recuperare la preparazione di una stagione intera. Jeremy è evidentemente un’incognita. Chiudiamo con Boateng, subito a segno, ma anche lui in evidente ritardo fisico. “Sono lontano dalla condizione perfetta – ha detto alla Bild -, spero di arrivare al 100% in un paio di settimane. Lo Schalke? Ho perfino pensato al ritiro. Capita, se per lungo tempo non trovi una squadra e il tuo club non ti vuole più. Al Milan mi sento a casa”.
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