Il Napoli chiede aiuto all’amico San Paolo in 55 mila con gli azzurri

Somiglia a un bivio, anche se il Napoli si è concesso il lusso di una vigilia tranquilla, oltre che silenziosa. Tutti a casa. Niente conferenza per Maurizio Sarri e niente ritiro per i giocatori, nonostante l’enorme importanza della sfida di stasera (ore 21) contro il Milan. Da Castel Volturno, dove gli azzurri si ritroveranno solo per la colazione, è trapelata la massima concentrazione del gruppo: tornato compatto e motivato dopo i due schiaffi subiti in cinque giorni, contro Juve e Villarreal. Potenza del calendario, che offre ad Hamsik e compagni la possibilità di rifarsi subito, azzerando o quasi gli errori della scorsa settimana. Oggi ne comincia già un’altra, infatti: altrettanto lunga e impegnativa, ma resa un po’ meno impervia dal ritorno a casa e dalla carica dei tifosi, mobilitati al fianco della squadra. Pure il San Paolo è pronto per scendere in campo.

Sarà una maratona di quattro giorni: stasera il Milan e giovedì la rivincita contro il Villarreal. Il Napoli si gioca a Fuorigrotta una fetta importante delle sue ambizioni di stagione, rimaste intatte nonostante i passi falsi nelle ultime due partite. Il pareggio a Bologna della Juve offre subito agli azzurri una chance straordinaria per riprendersi il primo posto solitario in classifica, operando il controsorpasso nei confronti dei rivali. Alla squadra di Sarri serve una vittoria e può fare la differenza anche la carica dei 55 mila tifosi (300 quelli del Milan) attesi al San Paolo, in prima linea in una lunga settimana. Il record di incasso e presenze in campionato è un segnale molto chiaro per i giocatori, chiamati a rialzare la testa e a ritrovare immediatamente la strada smarrita. Nulla è ancora perduto, a patto però di ricavare il massimo dalle prossime due sfide.

Quella contro il Milan promette scintille, anche per il buon momento di forma dei rossoneri. Il 4-0 dell’andata a San Siro resta un dolce ricordo, ma il Napoli non deve aspettarsi un avversario arrendevole e dimesso, come lo scorso 4 ottobre. Mihajlovic ha lanciato alla vigilia la sfida al suo amico Sarri. «So che ci teme e non è contento di affrontarci ». Da Castel Volturno nessuna replica, però: solamente tanto lavoro, con il tecnico toscano impegnato con maniacale attenzione sugli schemi offensivi. L’attacco si è inceppato di colpo, nelle ultime tre partite. Un po’ per il calo di forma delle punte esterne e un po’ per le contromisure trovate da Carpi, Juve e Villarreal: avversarie di forza e caratteristiche diverse, accumunate tuttavia dallo stesso assetto tattico (4-4-2).

È lo stesso che sceglierà pure il Milan, nella sfida di stasera. Una ragione in più per tenere gli occhi bene aperti e provare magari qualche nuova soluzione, anche se Sarri ha confermato i suoi titolarissimi e l’intoccabile modulo 4-3-3. Il tecnico è sicuro che sia mancata solo un po’ di velocità in più nella circolazione del pallone. Niente altro. Adesso la parola passa al campo, per dimostrare che il Napoli può ritornare subito la macchina da gol vista per 6 mesi, prima del recente black-out.
La certezza è Higuain, più carico che mai dopo le delusioni contro Juve e Villarreal. La difesa dei rossoneri, priva dell’influenzato Romagnoli, dovrebbe essere sulla carta un ostacolo meno alto. Del gruppo di Mihajlovic bisognerà però temere i raddoppi di marcatura sulle fasce e le ripartenze di Bonaventura, Honda e Bacca. Ma gli azzurri avranno dalla loro parte i 55 mila del San Paolo e giocano per riprendersi il primato. Sarà una notte infuocata.

repubblica

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