In occasione del match tra Palermo-Napoli, PianetAzzurro ha avuto il piacere di intervistare in esclusiva un doppio ex azzurro e rosanero (ben 162 le presenze e 5 i gol col Palermo). Si tratta di Massimiliano FAVO (Napoli, 10 dicembre 1966), attuale allenatore del Campobasso, che proprio col Napoli fece il suo esordio in serie A nel lontano 1984.
Sei stato uno dei prodotti del vivaio azzurro più promettenti. Ricordo il tuo grande esordio in coppa Italia con la maglia del Napoli contro il Milan. Ti brucia ancora quella traversa?
“Mi brucia ancora, ci avrebbe consentito di andare ai supplementari perché all’andata avevamo perso 2-1 a San Siro. Ricordo ancora le parole di Beppe Bruscolotti negli spogliatoi a fine gara: “ Bravo Uagliò ci volevi portare ai supplementari!”
Il tuo in maglia azzurra è stato il periodo del grande Napoli di Maradona. Che ricordi hai del campione argentino?
“I ricordi di Diego sono numerosi e indelebili. Lo guardavo continuamente in campo e negli spogliatoi, un leader vero, oltre che il più grande giocatore di tutti i tempi. Si preoccupava e chiedeva se noi giovani avevamo preso il premio partita, se avevamo bisogno di qualcosa. una umanità incredibile. L’unico giocatore per il quale in allenamento, davanti a qualche giocata della sue, tutti i compagni si fermavano ad applaudirlo. Roba da pelle d’oca”.
Oggi alleni il Campobasso, come è cambiato il calcio da quando giocavi tu?
“Il calcio è cambiato, c’è più velocità, più organizzazione tattica ma anche molta qualità in meno. Prima c’erano tanti giocatori (rapporto qualità razionalità ), ora trovi tanti calciatori. Per questo si parla molto delle qualità degli allenatori, perché oggi un buon allenatore incide in una percentuale modestamente alta. Prima era il Napoli di Maradona, la Roma di Falcao, la Juve di Platini. Oggi il Napoli di Sarri, la Roma di Spalletti, la Juve di Allegri”.
Se a Napoli hai iniziato la carriera, a Palermo sei stato un giocatore importante. Piazza importante quella rosanera. Come mai tutte queste difficoltà quest’anno in campionato?
“Troppi cambiamenti per il mio Palermo, troppa confusione, mi sembra che sia diventato il giocattolino di Zamparini. Sento tanti amici e giornalisti, la gente è stufa e questo non fa che complicare il lavoro di allenatori e giocatori”.
Il Napoli deve temere l’infuocato ambiente che troverà alla Favorita?
“Non credo sarà la Favorita infuocata che conosco, nelle ultime gare la gente ha disertato lo stadio. lo zoccolo duro regge, ma lo spettacolo degli spalti rispetto al passato è diventato desolante. Sui social mi hanno pure contattato alcuni ultras per promuovere da ex capitano il ritorno della gente allo stadio in questo momento delicato di classifica”.
Il Napoli, secondo te, è ancora in corsa per il titolo?
“Il Napoli è in piena corsa per il titolo. La Juve deve giocare con il Milan e la Fiorentina. Certo stando dietro a tre punti, puoi sbagliare poco”.
Non credi che a gennaio De Laurentiis avrebbe dovuto fare qualcosa in più sul mercato?
“De Laurentis è questo, prendere o lasciare, qualcosina poteva servire”.
Chi è più forte secondo te? Careca, Cavani o Higuain?
“Tre attaccanti formidabili tutti diversi l’uno dall’altro. Careca era marcato ad uomo, con le difese a zona e con la qualità tecnica in velocità che aveva ora farebbe caterve di gol. Cavani prima che un giocatore di calcio è un grande atleta con una facilità di corsa e cattiveria incredibili. Higuain ha una tecnica e una potenza eccezionali, spesso dipende dal suo umore e questo in certi frangenti lo limita”.
Come finirà Palermo-Napoli? Il tuo pronostico…
“Per me vince il Napoli al 100%”.
I pronostici di mister Favo per Juve-Sassuolo; Udinese-Roma e Fiorentina-Verona.
“Vincono Juve, Roma, Fiorentina, troppo divario con le altre tre, anche se spero in un miracolo di Di Francesco”.
Ci saluti con un aneddoto di quando giocavi a Napoli?
“Sarebbero troppi gli aneddoti da raccontare. un periodo favoloso che mi piacerebbe rivivere con la maturità che ho ora. Mi ricordo volentieri quando Italo Allodi, dopo la gara in casa Napoli Udinese 1-1 al San Paolo, gol ed espulsione di Maradona e pareggio di Galparoli, mi si avvicinò dicendo: “Complimenti Max, oggi ho visto il nuovo Antognoni”. E detto da colui che ha creato Coverciano mi ha riempito di orgoglio”.