Solo la Superlega può salvare il nostro calcio…

Impietoso: Spagna 100.713 punti (6 squadre ancora in corsa su 7), Germania 78,891 (3 su 7), Inghilterra 74.784 (2 su 8), Italia 70.439 (0 su 6). Questo il ranking Uefa 2016 che boccia il nostro calcio: uscita di scena anche la Lazio, nessuna italiana è approdata ai quarti di una Coppa europea (non succedeva da 15 anni). E soprattutto, si allontana sempre più il sogno di scavalcare l’Inghilterra, passando così dal 2017-’18 da tre squadre in Champions, come adesso, a quattro. La prossima stagione il Ranking Uefa partirà con gli inglesi (terzi) che al momento hanno 59.534 punti (ma possono ancora incrementare il bottino), mentre noi siamo fermi a 59.082. Sarà complicato risalire la china. Bisognerebbe azzeccare un’annata speciale, e sperare che la puttuglia britannica vada in crisi. E per fortuna che chi ci segue, la Francia, è staccata… Insomma, un disastro (quasi) senza precedenti.

L’unica speranza del nostro calcio è una riforma radicale della Champions o, meglio ancora, la Superlega europea. Un autentico campionato per club: a spingere in quella direzione soprattutto Rummenigge, molti club inglesi e, in Italia, Andrea Agnelli e Umberto Gandini, che hanno un ruolo importante nell’Eca (European Club Association). Ci si ispira alla Nba e alla Nfl, made in Usa. Il traguardo è avere (almeno) quattro squadre italiane nella Superlega: tenendo conto del blasone, del passato europeo. Tre-se varanno questi criteri-sono sicure: Juve, Inter e Milan. E poi? Che direbbero Pallotta (Roma), De Laurentiis (Napoli), Della Valle (Fiorentina) e Lotito (Lazio)? E se il Sassuolo di Squinzi finisse secondo in classifica, che fare? Escludere del tutto il merito, credo sia impossibile: così sarebbe la fine dei campionati nazionali (e addio diritti tv…). Bisognerà trovare una via di mezzo, un equilibrio non facile. Ma è certo ormai che dal 2018 si cambia. Nel frattempo, sarebbe meglio che il nostro calcio si svegliasse, no?
In più c’è anche il caso-Lazio: il 22 marzo, martedì prossimo, la Uefa deciderà le sanzioni per i buu razzisti. Si sono sentiti, isolati, anche ieri sera contro lo Sparta Praga: erano stati più evidenti all’andata, tanto da portare alla sospensione momentanea della partita. La Lazio è recidiva: ora rischia di pagare una pena durissima (forse anche l’esclusione dalle Coppe per una stagione o la chiusura dell’Olimpico per un paio di turni) a causa di minoranza. Cori di rabbia, di frustrazione, di contestatazione contro Lotito, è vero: ma la Uefa, che sulla materia è severissima, giudica solo i buuu razzisti. Sul resto, sono beghe di casa nostra.

repubblica

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