Le settimane passate a fare le pulci in casa Juventus hanno forse indotto l’ambiente partenopeo a calare la pressione sulle vicende di casa propria. Il Napoli si è infatti presentato sul campo dell’Udinese con una tenuta atletica e, soprattutto, mentale imbarazzante. Gli azzurri sono stati dominati in maniera netta dalla squadra di De Canio, come in precedenza accaduto solo nella trasferta di Bologna, anch’essa gara disputata ad orario di pranzo.
La partita degli azzurri è stata brutta al punto tale che risulta impossibile trovare qualcosa da salvare. Come detto il Napoli non c’è stato con la testa, vista l’incapacità di gestire i momenti e di reagire alle situazioni avverse. Anche Sarri ha palesato, questa volta, scarsa lucidità nel non riuscire ad individuare gli evidenti problemi che la sua squadra ha manifestato sin dai primi minuti. La fascia sinistra napoletana, oggi, è stata preda di conquista e meta di tranquille scorribande di Widmer e compagni. Ghoulam, Insigne e Hamsik si sono dimostrati incapaci di opporre un’adeguata copertura ed anche in fase di proposizione sono stati nulli. Il fatto che Sarri li abbia lasciati praticamente per tutto il match in campo, a dispetto dei possibili innesti che pur non mancavano (Strinic, Mertens, El Kaddouri, Gabbiadini), ci sembra francamente incomprensibile. Altrettanto inspiegabile è il perché la squadra abbia continuato ad insistere con gli attacchi sul lato oggi debole, ignorando quasi sistematicamente le possibilità che si creavano sul lato opposto, quello destro, dove Callejòn (costantemente sostituito ormai più per abitudine che per esigenze effettive) avrebbe potuto agevolmente sfruttare la scarsa propensione difensiva del modesto Armero.
In tutta la gara, poi, gli azzurri hanno faticato anche ad imporre il proprio gioco, asfissiati da un’ardore atletico dei friulani che hanno, prima di tutto, estromesso dalla manovra Jorginho con una marcatura ad uomo pura, poi sono stati abili nel pressare rendendo arduo il possesso palla partenopeo, e sul capovolgimento delle azioni hanno sempre saputo trovare spazi con cambi di gioco, sui quali la difesa del Napoli era sempre impreparata. Merito, dunque, anche all’Udinese che ha saputo sfruttare al meglio le difficoltà di un Napoli floscio, nervoso e mai in partita. Gare del genere rendono palesemente evidente quale sia ancora i limiti di una squadra che ancora non può ritenersi all’altezza di una capolista che è riuscita a vincere 20 sulle ultime 21 partite, subendo due sole reti in campionato nel 2016. Al di là dei presunti favori arbitrali e dell’indubitabile potere politico, sono numeri che lasciano poco spazio a discussioni.