Roma, Pallotta: ”Dovrete sopportarmi ancora”. E blinda Pjanic

Roma, Pallotta: ''Dovrete sopportarmi ancora''. E blinda PjanicJames Pallotta (agf) ROMA – La rivelazione delle clausole per il passaggio di Manolas, dall’Olympiakos alla Roma, con relative penali in caso di cessione entro settembre 2016. Poi, il pressing mediatico dall’Inghilterra per il forte interessamento del Chelsea su Pjanic, con i blues che avrebbero già offerto al bosniaco un contratto da circa 4 milioni di euro annui. Le voci sul mercato in uscita destabilizzano una squadra che, dopo la vittoria nel derby e la contestuale sconfitta del Napoli, guarda ora con maggior fiducia alla possibilità di afferrare il secondo posto e, in generale, ad “un futuro roseo”. Almeno questo è il pensiero di James Pallotta che, intervenuto ai microfoni della radio ufficiale di Trigoria, smentisce la filosofia di compravendita di calciatori intrapresa dal ds Sabatini, dal suo approdo alla guida del club: “Finora, se abbiamo commesso un errore, è stato quello di cambiare troppo la rosa: in estate serviranno pochi correttivi. Pjanic? Sono stufo di certe voci, fanno male alla Roma. La mia volontà è che lui resti”.
 
SPALLETTI, TI AVESSI PRESO PRIMA – “Sabatini ha fatto un ottimo lavoro che era necessario in quanto avevamo ereditato una situazione con gravi perdite finanziarie. Ora abbiamo fatto enormi progressi”. Alle voci di mercato, dunque, preferisce l’analisi delle situazioni tornate a funzionare in seguito all’arrivo di Spalletti alla guida della squadra: “Avendo visto come sono andate le cose, avrei operato prima il cambio. I problemi maggiori dipendevano soltanto da un fattore mentale. Ora vedo bene i ragazzi, si stanno allenando al meglio e sono orgoglioso di ciò che stanno facendo. Siamo un gruppo forte, lo sapevamo: mancava soltanto la giusta guida. Il derby? Ero molto nervoso durante la partita ma per come abbiamo giocato negli ultimi tre mesi, anche piuttosto tranquillo”, ha dichiarato il numero uno di Boston a Roma Radio. Alto, dunque, il rammarico per la classifica: “In quella fase di stagione in cui non siamo riusciti a vincere per alcune partite di fila – “inspiegabile visto il talento della squadra”, aggiunge ad inciso – sarebbero bastate quattro-cinque vittorie per essere facilmente al primo posto. C’è un po’ di frustrazione per questo”.

STADIO? TUTTO PROCEDE SPEDITO – Tema caldo quello relativo al nuovo stadio. L’incontro di fine marzo in America con Mauro Baldissoni e il CEO Italo Zanzi, è servito ad entrare nello specifico sul lavoro definitivo da presentare alla Regione per l’avvio della conferenza dei servizi e, dunque, l’inizio dei lavori nell’area di Tor di Valle: “Da sei mesi lavora con noi David Ginsberg che ha risolto diverse questioni. E’ un faldone da più di 8000 pagine – spiega Pallotta – e serve tempo. Stiamo ultimando il progetto per arrivare all’approvazione regionale, ricevendo un buon sostegno da parte di tutti, a livello politico e anche dai tifosi che desiderano l’impianto quanto lo voglio io. E’ ciò che realmente la Roma merita. E’ un progetto importante per la città, l’Italia e tutta l’Europa. Stiamo continuando i colloqui con architetti, costruttori e investitori: tutto procede in maniera spedita”.
 
NON MI MUOVO, MI DOVRETE SOPPORTARE ANCORA – Chiusura sul settore giovanile e l’ambizione della società giallorossa di investire nello scouting: “Nei primi anni avevamo tanto lavoro da fare, la compra-vendita era indispensabile per tenere in ordine i conti nel rispetto delle direttive UEFA. Le trattative nel calcio, rispetto ad altri settori, sono bizzarre, a volte quasi cinematografiche. E’ stato importante il lavoro fatto da Alex Zecca con le Academy negli Stati Uniti. Negli ultimi mesi abbiamo apportato diversi cambiamenti: a livello di scouting stiamo lavorando molto bene in Italia. Il mio obiettivo è rendere Roma il luogo migliore per crescere giovani talenti. Le voci sull’addio di Bruno Conti? Sciocchezze. Gli abbiamo attribuito un ruolo più importante e specifico per quelle che sono le sue qualità. Si è dotato di un grande staff ed ora tutto procede al meglio, serve solo del tempo”. Tempo che James Pallotta spera restituirà, in forma di risultati sul campo e trofei, gli investimenti compiuti dalla dirigenza americana: “La gente si fida del lavoro che stiamo svolgendo, tutti vorremmo vincere lo scudetto: abbiamo commesso errori in passato, che abbiamo poi rettificato facendo bene. Non ho intenzione di muovermi, dovrete sopportarmi ancora”.

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Fonte: Repubblica

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