Milan, nodo prezzo e la posizione di Li: i Ricketts studiano il progetto. Ma spunta anche Commisso

MILANO – Un orizzonte proiettato sui prossimi 10-15 anni. E’ questo il riferimento temporale del progetto Milan della famiglia Ricketts che ieri è uscita allo scoperto dichiarando pubblicamente l’interesse per il club rossonero. La missione è affidata a Tom Ricketts, ma tutta la famiglia è coinvolta. La prima manifestazione di intenti ha sottolineato la volontà di effettuare investimenti a lungo termine, senza strappi, ma con un programma duraturo. Per dare l’idea concreta, la famiglia di Chicago sta già ragionando sui prossimi 10-15 anni per definire le linee necessarie a riportare in alto il Milan.
 
IL NODO DEL PREZZO – Si continua a trattare, ma i Ricketts stanno valutando bene le loro mosse. Un nodo centrale è rappresentato dal prezzo di acquisto. L’attuale proprietà rossonera avrebbe fissato il valore del Milan a 500 milioni di euro per il 75%. Questo significherebbe che il totale vale circa 670 milioni, una cifra alla quale aggiungere debiti per circa 200 milioni. Questo significherebbe acquistare di fatto il Milan a una cifra notevolmente più alta rispetto al valore di mercato fissato da Forbes a 531 milioni di euro. E Forbes non può passare inosservato oltre Atlante. Senza dimenticare un particolare: Yonghohg Li è già risultato due volte inadempiente nel versamento dei 32 milioni di aumento di capitale. Quindi è in una posizione negoziale di particolare debolezza. Ma proprio questa situazione potrebbe suggerire qualche colpo di coda nei prossimi 10 giorni, gli ultimi prima del subentro di Elliott nella proprietà del club.
 
VANTAGGIO CON LI – Il vantaggio, che alcune ricostruzioni attribuiscono al secondo imprenditore americano in corsa ancora coperto da segreto (assistito da Goldman Sachs), sarebbe questo: la disponibilità a trattare con Yonghong Li a certe cifre senza attendere l’ingresso di Elliott e garantendo al proprietario cinese di restare con una quota di minoranza. Evidente che questa soluzione potrebbe assicurare maggiore continuità all’attuale dirigenza del Milan. Non a caso, certi settori spingono per questo esito con un compratore però non ancora uscito allo scoperto. La famiglia Ricketts invece valuta bene il prezzo di acquisto perché sa che sarebbero necessari 2-3 anni di iniezione massiccia di liquidità per raddrizzare l’attuale situazione finanziaria del club tra debiti e deficit di bilancio (sarebbe la prima fase dei 10-15 anni di progetto di rilancio milanista). Tra dieci giorni, quando potrebbe iniziare la procedura di escussione del pegno da parte di Elliott in caso di mancato rimborso di Li, il Milan per forza di cose costerà molto meno rispetto a 500 milioni per il 75% (prendendo in considerazione solo la componente di equity). La partita si gioca anche su queste due tempistiche parallele.

NELLE ULTIME ORE SPUNTA ANCHE COMMISSO –  Secojdo indiscrezioni delle ultime ore, ci sarebbe anche Rocco Commisso, il magnate della media company statunitense Mediacom, di origini calabresi, per acquistare il Milan attraverso un’offerta proposta a Li Yonghong dalla banca d’affari Goldman Sachs. Commisso è accreditato da Forbes di un patrimonio di 4.5 miliardi di dollari, nel 2017 ha acquistato la squadra di calcio dei New York Cosmos. Nato nel 1949 a Marina di Gioiosa Jonica, nel Reggino, Commisso si è trasferito dalla Calabria negli Usa all’età di 12 anni. Ha fatto fortuna nel settore della tv via cavo, la sua Cablevision Industry è stata rilevata nel 1995 da Time Warner e nello stesso anno ha fondato Mediacom, società con base a New York, di cui è ceo.

Fonte: Repubblica.it

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