Atalanta, Reja vuole l’ultimo sacrificio: “Chiudiamo il discorso salvezza col Chievo”

Atalanta, Reja vuole l'ultimo sacrificio: "Chiudiamo il discorso salvezza col Chievo"Edy Reja (agf) BERGAMO – Tre punti per raggiungere l’agognata quota salvezza. Edy Reja chiede alla sua Atalanta l’ultimo sacrificio. Contro un Chievo già salvo e che non ha più nulla da chiedere al proprio campionato, gli orobici proveranno a festeggiare davanti al proprio pubblico. Il tecnico, però, non si fida dei clivensi. “Ne mancano quattro alla fine e siamo ancora qui a parlare di continuità, di quel che ci manca per chiudere il discorso della salvezza. Il Chievo di Maran è una squadra solida che sta facendo benissimo, fa diga in mezzo, sa difendersi ed è pericolosa nelle ripartenze”.

ANCHE IL PARI VA BENE – “Cerchiamo sempre i tre punti, ma non possiamo permetterci di correre rischi. Perdere sarebbe deleterio – spiega il tecnico goriziano -. Bisogna puntare alla linearità e all’equilibrio in campo, non ai colpi e alle iniziative dei singoli. L’avversario di turno è di quelli che non consentono errori o reazioni, vedi rigore contro e rosso a Cherubin e Kurtic. Occhio, poi, alle palle inattive”. Sulla formazione, Reja non scioglie i dubbi alimentati dal rientro dalla squalifica dello sloveno e di Masiello. “Conti terzino? Il titolare è quello che torna a disposizione. Abbiamo squalificati quasi ogni domenica, non è il caso di fare a meno di quelli che ci sono. Piuttosto potrebbe esserci Diamanti tra le linee dal primo minuto, è uno che può dare fastidio”.

GUAI A PENSARE AL FUTURO – Se il dilemma residuo è tra 4-2-3-1 e tridente, là davanti la lotta a due ha già un vincitore sicuro. Il veterano capace di segnarne tre nelle ultime due partite. “Senza Pinilla il nostro primo attaccante è Borriello – taglia corto Reja -. Monachello è la seconda scelta. È chiaro che a obiettivo conseguito chi gioca di meno avrà più chance”. Già superata o raggiunta al piccolo trotto quota 40 (i nerazzurri sono a 38), forse sarà il caso di stendere qualche progetto per l’Atalanta che sarà. Ma il suo allenatore parla quasi da ex. “Pensare al futuro adesso non ha senso, perché il presente non ha ancora deciso nulla – dice -. Siamo costretti a rimanere sul pezzo, guai a perdere la concentrazione”.

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Protagonisti:
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Fonte: Repubblica

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