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Il Mattino – ADL-Sarri, nodo clausola da sciogliere: il patron non vuole cambiare il contratto

Maurizio Sarri e Aurelio De Laurentiis si troveranno faccia a faccia dopo Napoli-Frosinone.  il club azzurro non vuole nessun braccio di ferro (anche se il rischio c’è) con quello che considera il suo allenatore del futuro, ma sulla questione delle clausole unilaterali a favore del club, da esercitare il 30 giugno di ogni anno fino al 2020, non sembra disposto a fare grosse concessioni. Non sarà facile sbrogliare la matassa, ma è chiaro che neppure Sarri pensa di arretrare di un millimetro sulla questione dell’eliminazione delle opzioni da esercitare alla fine di ogni stagione. Il nodo è tutto qui, più dell’ingaggio stesso: il tecnico azzurro, dopo questa stagione esaltante a suon di record, ritiene di essersi meritato un contratto vero, senza fiducia condizionata ai risultati. La situazione corre sul filo, partendo però da due certezze: Sarri vuole restare a Napoli e De Laurentiis vuole lui sulla panchina degli azzurri. Le cose non sono di poco conto, perché questo significa che nessuno, in nessun caso, ha voglia di rompere per questioni di principio. Ma uno dei due dovrà arretrare di qualche millimetro. La clausola unilaterale è la parte più delicata della questione, molto più dello stesso ingaggio o dei programmi tecnici sulla prossima stagione: l’accesso alla Champions farà scattare una serie di bonus e incentivi di vario tipo che faranno lievitare non di poco conto l’attuale stipendio del tecnico (700 mila euro all’anno).  Non è ben chiaro se il Napoli, nel frattempo, ovvero prima del 16 maggio, eserciterà l’opzione per la stagione 16/17 inviando la raccomandata in Lega. Dettaglio non di poco conto, per la verità: il Napoli, consapevole delle delicatezza della questione, potrebbe decidere di presentarsi al vertice con il rinnovo già fatto scattare.

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