Paulo Dybala (agf) TORINO – Missione doppio double al via. E’ cominciata oggi pomeriggio la marcia bianconera di avvicinamento alla finale di Coppa Italia in programma sabato (ore 20.45) all’Olimpico romano contro il Milan. La Signora, si legge su Juventus.com, è chiamata a “mettere da parte le emozioni, i ricordi e le gioie di sabato, resettare tutto e concentrarsi sull’ultimo grande obiettivo stagionale”. A sottolineare l’importanza del momento, la presenza a Vinovo di molti tifosi juventini e degli alti comandi societari, dal presidente Andrea Agnelli al suo vice Pavel Nedved, dall’ad Beppe Marotta al suo braccio destro Fabio Paratici. Il club si ricompatta per centrare la seconda accoppiata scudetto+Coppa Italia consecutiva, impresa ancora inedita nell’ultracentenaria storia del pallone italico, come ha recentemente ricordato lo stesso Agnelli.
TRE NOMI PER UNA MAGLIA: STURARO, ASAMOAH O SANDRO? – Oltre allo squalificato Bonucci, anche gli infortunati Caceres, Marchisio e Khedira salteranno il big match contro il Milan. La formazione è praticamente fatta, al netto di un ballottaggio a tre a centrocampo, quello tra Sturaro, Asamoah e a sorpresa non Pereyra, bocciato da Allegri, ma Alex Sandro. Per il resto, nessun dubbio: Neto tra i pali, il trio Rugani-Barzagli-Chiellini in difesa, Lichtsteiner a destra, Lemina in regia, Pogba interno, Evra sulla corsia sinistra e in attacco il tandem formato da Mandzukic e Dybala. L’argentino insegue la 24esima “Joya” personale, dopo aver messo nel retrovisore il primo Tevez bianconero, che si fermò a quota 21 gol complessivi: “Ho giocato e segnato più di quanto pensassi – riconosce lo stesso Dybala in un’intervista a El Pais -. Ma è stato facile insieme a Mandzukic, Morata e Zaza”.
DYBALA ALLA TEVEZ: “HO I SUOI STESSI ARTIGLI” – La baby face di Dybala è quanto di più lontano ci sia dal volto segnato e trucido dell’Apache. Eppure i due condividono la garra e l’ambizione: “Mi dicono che assomiglio a Tevez per come gioco… con gli artigli. Quando entro in campo mi trasformo. Ho la faccia da bambino, ma dentro di me penso a giocare come fossi uno di 30 anni. Quando mi guardo allo specchio vedo un ragazzo che, pur essendo giovane, vuole crescere e diventare importante. Un po’ tipo un gatto che si presenta come una tigre. Ho fiducia in me, e sono molto determinato a crescere”. Anche Dybala non ha avuto un’infanzia semplice: “Ho sofferto la morte di mio padre, i miei fratelli mi hanno aiutato a non mollare. Nell’Istituto di Cordoba, dove ho iniziato a giocare, vivevo nella pensione. Lì ho imparato a non essere egoista, tenevo la camera pulita, apparecchiavo la tavola. Il calcio mi ha aiutato ad andare avanti”. Di questo passo, l’ex “picciriddu” diventerà un leader: “No, i leader sono altri – ribatte Dybala -. Ad esempio Buffon, che mi ha colpito da subito per la voglia di vincere che riesce a trasmettere. A 38 anni Gigi continua a migliorare nel lavoro quotidiano. Alla Juve impari a impegnarti ogni giorno come se fosse una battaglia. Ci sono giocatori che hanno vinto tutto e che anziché rilassarsi lottano per continuare a vincere. E questo per uno di 22 anni come me è un esempio a cui ispirarsi”.
serie A
- Protagonisti:
- paulo dybala
Fonte: Repubblica
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