Juventus, Buffon allo scoperto: “Piedi per terra per conquistare la Champions”

TORINO – Provaci ancora, Gigi. Anno nuovo, solito traguardo di sempre: “La Champions League è sicuramente un obiettivo personale – ammette Buffon -, ma anche della squadra e della società, perché nella vita non c’è niente di più bello della condivisione. Conseguire un risultato che alla Juventus manca da tanti anni, con molte persone con cui hai convissuto momenti diversi della storia bianconera, sarebbe qualcosa di clamorosamente bello”. Con un mercato a dir poco pirotecnico, i pentacampioni d’Italia hanno dato un segnale forte e chiaro alle rivali e intanto a se stessi. La Champions League non è più un sogno ma l’obiettivo primario: se non ora quando? 

LA PRIMA DEL PIPITA – Si avvicina intanto la prima volta in bianconero di Dani Alves, Pjaca e Higuain, tutti a disposizione per l’amichevole di domenica a Londra contro il West Ham dell’ex Ogbonna (ore 14 italiane). Alla doppia seduta di oggi a Vinovo non ha preso parte Bonucci (ancora in permesso), così come Sturaro e Asamoah, volati a Barcellona per una visita di controllo dal professor Cugat. Il rientro di Khedira è previsto per domani, mentre domenica dovrebbero rivedersi a Torino anche Evra e Pogba. Il condizionale è d’obbligo per il secondo, destinato nella prossime ore a diventare un giocatore del Manchester United per 116 milioni lordi. “Stiamo per annunciare un altro acquisto, questo è certo”, si è lasciato scappare il tecnico dei Red Devils, Mourinho, prima di tentare una goffa retromarcia: “Non voglio parlare di Pogba, perché al momento è un giocatore della Juve. Non mi piace quando altri allenatori parlano dei miei giocatori, figuriamoci se lo farò io con i calciatori degli altri”.

BUFFON E IL FATTORE PIPITA: “HIGUAIN AVRA’ UN PESO ENORME” – Il capitano bianconero, intervistato da Sky e Mediaset, dà il benvenuto a “mister 36 gol” Higuain, colui che dovrà dare il colpo di grazia al campionato e permettere l’ultimo salto di qualità in Europa: “Se mi aspettavo il suo acquisto? No, poi quando tutti hanno iniziato a parlarne allora ho iniziato a farci un pensierino… Higuain può avere un peso enorme, per la sua storia calcistica, per le maglie che ha vestito, per i gol che ha segnato, per la presenza fisica e caratteriale che si porta appreso. Le critiche ricevute dopo il passaggio alla Juve? Chi ha il coraggio di fare una scelta simile dimostra grandissima personalità. La stampa, i tifosi e noi giocatori siamo molto volubili: a seconda di come vanno le cose ci sentiamo molto attaccati a certi campioni, ma anche subito pronti a prenderne le distanze. Io penso che uno come Higuain, dopo tre anni e caterve di gol a Napoli, avesse la libertà di scegliere un’altra destinazione. Libertà direi confermata dal fatto che ci fosse una clausola rescissoria”. Ma per le scorribande internazionali servirà molto anche l’esperienza praticamente unica di un elemento come “mister 32 trofei” Dani Alves: “Oltre a Gonzalo sono arrivati dei giocatori che potranno migliorarci molto, se confermeranno quanto hanno fatto in carriera e se avranno voglia di stupire e di mettere a disposizione il loro bagaglio”, aggiunge Buffon, alla 22ª stagione da professionista, la 16ª in bianconero.

“MERCATO PER SOGNARE, MA CON I PIEDI PER TERRA” – Insomma, la parola d’ordine del numero uno è “stupire”. L’estate, in questo senso, ha già detto molto bene, in attesa di un paio di innesti a centrocampo tra Matuidi, Witsel, Matic, Luiz Gustavo e Brozovic: “Dal mercato è arrivato un impulso davvero notevole che permetterà a noi un po’ più anziani di credere a qualcosa di grandioso e ai tifosi di sognare ad occhi aperti – prosegue Buffon, ribadendo quanto detto martedì da Chiellini -. Sono stati fatti acquisti di spessore e livello internazionale, come non capitava da tanto. Se tornassi a essere il Gigi che a sei, sette anni, collezionava gli album delle figurine, completare la squadra della Juve mi renderebbe il bambino più felice del mondo, vedere tutti questi campioni mi farebbe davvero piacere”. 

Acquistare i pezzi migliori dei “nemici” è un ottimo inizio, ma a detta di Buffon non basta. Proprio come aveva fatto qualche giorno fa Massimiliano Allegri, anche il portiere invita i suoi a non credere che sia tutto dovuto, scontato: “Sognare non costa nulla, ma bisogna farlo mantenendo i piedi per terra, con molta concretezza e consapevolezza – avverte SuperGigi -. Sulla carta siamo una squadra rispettata, una squadra che può far parlare di sé. Ma il campo è un’altra cosa, lì bisognerà dimostrare che tutto ciò che si dice di noi è vero con passione, voglia di migliorarsi e di stupire”.

“CRITICHE ECCESSIVE A ZAZA E PELLE’, BRAVO VENTURA CON BARZAGLI” – In chiusura, Buffon riavvolge il nastro degli Europei francesi: “Abbiamo condiviso un sogno con tantissima gente che si è riavvicinata alla Nazionale e si è sentita rappresentata da noi. Ci siamo fermati sul più bello, purtroppo, anche perché vedendo com’è andato l’Europeo, si sarebbe potuto continuare a sognare in grande. Non ci sono comunque rimpianti, perché abbiamo fatto il massimo e anzi mi è dispiaciuto qualche giorno dopo l’eliminazione vedere critiche a mio giudizio eccessive nei confronti di Zaza e Pellé per i rigori sbagliati, quando ci sarebbe stato solo da ringraziarli per il coraggio dimostrato nell’andare dal dischetto. Io mi sento di farlo, perché al di là del rigore, durante tutto il percorso ci hanno dato una grande mano e hanno fatto sì che il nostro gruppo si cementasse ulteriormente”. Un gruppo che non perderà Barzagli, convinto dall’incontro di due giorni fa a Vinovo con il c.t. Ventura: “Siamo felici del ripensamento di Andrea, il mister ha avuto il merito di farlo tornare sui suoi passi stimolandolo con idee di gioco accattivanti che speriamo di assimilare il prima possibile. Io non ho mai preso in considerazione l’idea di lasciare – conclude il portiere bianconero e azzurro – L’avrei fatto solo se le mie performance fossero state talmente scadenti da portarmi a farmi da parte. Credo invece che tutti abbiano dimostrato di essere ancora all’altezza della situazione e di avere ancora energie fisiche e morali da spendere per la causa”.

Fonte: Repubblica

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