Pescara-Sampdoria 1-1: Oddo resiste in dieci, fa tutto Campagnaro

PESCARA – All’Adriatico esce il risultato più scontato. Pescara e Sampdoria sono alla ricerca della loro identità, e arrivano al loro scontro diretto, infarcito di ex e di tante storie, con una valigia piena di perplessità. 

Fa tutto, nel bene e nel male, Campagnaro: è lui l’autore dei due gol, segnando prima nella propria porta, poi in quella della Samp. Altre istantanee dal match: Viviano, monstre nella prima parte ma anche autore di una uscita folle su Cristante, è il portiere che cerca di farsi perdonare il clamoroso errore dell’ultima volta. Ci riesce, parando anche un rigore a Caprari. E il piccolo attaccante di scuola Roma è davvero una delizia per gli occhi, ma non dagli 11 metri: il suo errore dal dischetto pesa come un macigno. Le due squadre sono ancora in cerca d’identità. E non fanno nulla per nasconderlo: due gol nel primo tempo, due reti su due da palla inattiva, da quelle situazioni che i tecnici provano e riprovano in settimana in allenamento. A difese schierate, Pescara e Samp insomma danno il peggio. Per loro fortuna, in porta hanno due acrobati da circo: vedere per credere le prodezze assolute – istinto puro – di Viviano su tiro a colpo sicuro di Benali e di Bizzarri con una mano su Budimir che gli si para davanti. 

Lo spettacolo puro non manca ma è frutto di amnesie, a giudicare dal campo. Perchè Giampaolo ordina una difesa altissima contro la cavalleria leggera di Oddo, ma involontariamente gli fa un piacere: Caprari, Bahebeck e Benali trovano praterie davanti quando ripartono in contropiede. La Samp è molto attiva con gli esterni, Regini e Sala, la sua trama è piacevole fino al limite dell’area ma negli ultimi metri si perde. I gol vengono come detto da palle inattive. Campagnaro prima disfa, mettendo i suoi sullo 0 a 1 con un maldestro colpo di testa in mischia, ma poi rimette le cose a posto, ancora di testa, saltando in solitudine (ma dov’era Silvestre?) su un angolo di Aquilani. Prima dell’intervallo però il Pescara resta in 10 per il “rosso” a Coda, che stende Budimir dopo che questi aveva sottratto il pallone a Bizzarri fuori area (forse, commettendo a sua volta fallo): secondo giallo e abruzzesi in inferiorità numerica.

La ripresa si apre con il necessario sacrificio di un attaccante, Benali, da parte di Oddo. Entra Fornasier, il terzino non è il suo mestiere e si vede. Oddo allora cambia ancora, con Zuparic porta  una difesa a tre. Aspetti il furioso assalto ospite, ma la Sampdoria è lenta nell’approccio e il Pescara riesce quindi a rintanarsi. E poi gli Adriatici sono vivi nelle repliche con Bahebeck e Caprari. Il primo si conquista un rigore con i suoi cambi di direzione, Caprari la cui partita è da otto, perde un punto e mezzo facendosi ipnotizzare da Viviano. Giampaolo fa entrare Fernandes (Alvarez non la prende granchè bene), il portoghese è eccellente in ogni tocco di palla, ma la Samp punge davvero pochissimo a difesa schierata. Muriel a sua volta in una ventina di minuti dimostra di non avere ancora smaltito il jet lag. Così la Doria sbaglia moltissimo davanti a Bizzarri: nei cross, fuori misura, nei tiri, troppo affrettati. Anche Praet al posto di Barreto dovrebbe accrescere la gittata offensiva, invece genera solo confusione, per esempio quando il belga ostacola Torreira che, servito da Linetty, ha sul piede il gol dell’ex e lo scarica sulla ttraversa alta. Insomma, alla fine chi ha più rimpianti è il Pescara. La cui serie senza vittorie si allunga a otto partite.    

PESCARA: Bizzarri 7 – Vitturini 5,5 (53’ Zuparic 6), Campagnaro 6,5, Coda 4,5, Biraghi  5 – Brugman 6,5, Cristante 6,5, Aquilani  6 – Benali 6.5 (46’ Fornasier 6), Bahebeck 6,5 (67’ Pepe 5), Caprari 6,5. All. Oddo
SAMPDORIA: Viviano 7,5 – Sala 5,5, Silvestre 5,5, Skriniar 5,5, Regini 5,5 – Barreto 6 (84’ Praet 5,5), Torreira 6, Linetty 6 – Alvarez 6 (53’ Fernandes 6,5), Budimir 5,5, Quagliarella 5 (68’ Muriel 5,5). All. Giampaolo
ARBITRO: Celi 5 di Bari
RETI: 12’ Campagnaro (autogol); 22’ Campagnaro 
NOTE: ammoniti: Aquilani, Viviano. Espulsi: Coda. Recupero: 2′ e 4′.

Fonte: Repubblica

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