Ancora una gara con tante ombre e pochissime luci, quella di Manolo Gabbiadini, contro il Besiktas, nella bolgia di Istambul. L’attaccante rientrava in squadra, dopo la squalifica patita in campionato, armato di tanta rabbia e voglia di far bene, tuttavia, per l’ennesima volta ha toppato, facendosi sostituire dopo sessanta minuti da Mertens. Il suo apporto in attacco è stato quasi nullo, soltanto un lampo nel primo tempo, che poteva avere migliore fortuna, poi il buio completo. Gabbiadini si è mosso pochissimo e soprattutto male,. non facendosi mai trovare al posto giusto al momento giusto.
Apparso spesso impaurito, lento ed evanescente, l’ex Samp continua nel suo momento no. Lo smarrimento dell’attaccante bergamasco è sconcertante, manca di carattere di orgoglio e di fame di gloria. Eppure nella passata stagione ogni qualvolta era stato chiamato in causa per sostituire il Pipita si era fatto trovare sempre pronto, anche come goleador. Quest’anno che poteva diventare l’anno della consacrazione, dopo la partenza di Higuain, ecco l’involuzione di tendenza di Gabbiadini. Un vero mistero il suo, sicuramente il ruolo di prima punta non è per lui, però è pur sempre un attaccante e non credo che la posizione sia la causa di tutti i suoi mali. Ieri Sarri lo avrebbe, forse, sostituito anche prima ma non l’ha voluto mortificare. Al Napoli manca tantissimo Milik, senza di lui sta diventando assai complicato trovare la via del gol.