Chievo, Pellissier promuove Radovanovic simbolo

Il capitano del Chievo Sergio Pellissier (getty)

Uomo simbolo. Capitano. Persona di valori. Ecco chi è Sergio Pellissier, giocatore del Chievo. La forza di questo Chievo ormai da anni, anche di questa stagione. La squadra di Rolando Maran dimostra carattere, personalità e tanta appartenenza, ogni domenica, in campo. L’ultimo esempio durante il 13.o turno di campionato con il Cagliari di Rastelli che si è dovuto arrendere per uno a zero. E Chievo sempre più su in classifica, al momento nono. Dal campo ai banchi dell’Università, perché Pellissier ha parlato agli studenti di Giornalismo sportivo, in uno di quattro incontri su “I valori che lo sport può trasmettere”.

La parola del capitano – “Raccontare quello che ti è successo e che ti sta tutt’ora coinvolgendo è bello. Cosa significa essere un uomo simbolo? Forse tutti si immedesimano in te. Sanno quello che provi, quello che vorresti dare, sanno che su di te possono contare. Io ci sono sempre, voglio portare il mio contributo a questa società e penso che sia molto importante. Che valori si possono trasmettere ai giovani? Intanto bisogna specificare come i giovani non ascoltano sempre, dispiace perché uno della mia esperienza potrebbe insegnare tanto. Li vorresti correggere sui punti in cui hai sbagliato da giovane ma alla fin fine tutti devono commettere i propri sbagli, tutti devono capire il perché sbagliano. C’è chi ci arriva semplicemente ascoltandoti e chi invece ci deve sbattere contro, ma penso che tutto questo faccia parte della vita. Anche per me è stato così da giovane. Io che faccio questo lavoro da tanto tempo e che vivo in questo ambiente da anni ormai, posso dare qualche consiglio ai più giovani. Ma bisogna trovare il giovane che ti dia retta. Gobbi al primo gol con la maglia del Chievo incarna perfettamente lo spirito Chievo? La fortuna di questo Chievo è chi c’è, chi ci lavora, oggi: la gente che vive e respira l’ambiente Chievo da una vita, i veterani del Chievo che hanno tanti anni sulle spalle e che hanno la testa giusta, sempre sulle spalle. Sono loro gli esempi da seguire. Anche se non dicessero niente o non fossero nello spogliatoio… basta anche solo vederli: vedere come vengono al campo, come si allenano, come si prendano le loro responsabilità e come danno tutto in campo. Alle volte non serve parlare, basta dare il tuo esempio. Così il giovane ti deve seguire per forza altrimenti viene messo fuori squadra. La fascia a Radovanovic quando sono uscito? E’ un professionista e ci tiene molto a quello che fa. Può ambire a diventare un giocatore simbolo del Chievo”.
 

Fonte: SkySport

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