Serie A, Marchisio: “Il perno della Juventus sono gli italiani”. Marotta vuole Rincon per gennaio

Serie A, Marchisio: "Il perno della Juventus sono gli italiani". Marotta vuole Rincon per gennaioRincon, obiettivo della Juve per gennaio (agf) TORINO – Higuain e Dybala sono fuori uso? Pjanic c’è ma non si vede? In mancanza del signor Wolf di Pulp Fiction, a risolvere i problemi bianconeri ci pensa la vecchia guardia, l’unità anticrisi juventina. Un concentrato di esperienza, autorevolezza e tremendismo. “Lo zoccolo duro formato da giocatori italiani è sempre stato molto importante nella storia della Juve – conferma Claudio Marchisio, uno di ‘quelli lì’ -. Negli ultimi anni abbiamo vinto proprio grazie a questo gruppo che è cresciuto insieme ed è riuscito a trasmettere i valori bianconeri ai nuovi arrivati”. Spesso il contributo va oltre la mera trasmissione del sapere. E sfocia in gol pesantissimi, come quelli segnati martedì a Siviglia dai senatori Marchisio e Bonucci, inseriti dalla Uefa nel Top 11 dell’ultimo turno di Champions League: “Gioca centrale in una difesa a tre ma ha la visione di gioco di un centrocampista: Leo è davvero un calciatore completo – prosegue Marchisio, intervistato da Sky Sport -. La cosa che apprezzo di più di lui è la sua capacità di impostare il gioco da dietro, quando io sono marcato”.

MARCHISIO PRENOTA LA FASCIA: “MOTIVO DI ORGOGLIO” – Il rientro del “Principino” dopo sei lunghi mesi di stop ha restituito un po’ di ordine e ritmo alla manovra e molto carisma al gruppo: “Sono contento perché reggo bene i 90 minuti, ho soltanto bisogno di un po’ di tempo in più per recuperare a livello muscolare nel post partita”. Il capitan futuro bianconero, una sorta di Gerrard in salsa juventina, “gioca” in difesa di Pjanic (“si è già inserito molto bene, andando in gol parecchie volte, ma serve ancora un po’ di tempo per amalgamarci meglio”) e pensa all’eredità di Buffon: “Essere capitano è un’attitudine  – trancia Marchisio -. Non c’è bisogno della fascia al braccio: Gigi era già capitano quando c’era ancora Del Piero. E’ una questione caratteriale, ci sono giocatori più o meno portati. A volte bastano due parole o uno sguardo per farti capire l’importanza di un compagno di squadra. Detto questo, portare la fascia indossata da grandi campioni è per me un’emozione particolare, un motivo di orgoglio”.

CHIELLINI OK, HIGUAIN E BENATIA QUASI – L’allenamento di questa mattina a Vinovo, sotto il diluvio, ha detto che Chiellini è pienamente recuperato. Dopo la panchina precauzionale di Siviglia, il difensore sarà titolare domenica in casa del Genoa (arbitro Mazzoleni). Già, perché Benatia continua a lavorare a parte, così come Higuain, con l’obiettivo per entrambi di essere a Marassi: in caso (possibile) di convocazione, i due dovrebbero comunque partire dalla panchina. Ha qualche piccola chance di andare a Genova anche Dybala, che prova a bruciare i tempi di recupero, ma sarà più facile rivedere l’argentino nel successivo impegno allo Stadium contro l’Atalanta. Allo stato attuale dell’arte, a Genova si vedrà una Juve formato 3-5-1-1 con il trio Rugani-Bonucci-Chiellini davanti a Buffon, Lichtsteiner e Alex Sandro sulle corsie. Dopo i 90 minuti di Siviglia Marchisio dovrebbe lasciare la cabina di regia a Hernanes, con Khedira e Pjanic interni e Cuadrado tra le linee alle spalle di Mandzukic. In caso di 4-3-3, fuori Rugani e dentro Evra, con l’avanzamento di Alex Sandro e Cuadrado nel tridente d’attacco. L’ad Marotta potrebbe sfruttare la trasferta di Genova nel quadro dell’operazione per il venezuelano Rincon, uno dei primi rinforzi per il centrocampo che verrà, viste la difficoltà ad arrivare ai vari Witsel (Zenit), Tolisso (Lione), Nzonzi (Siviglia) e a ottenere Kessié (Atalanta) già a gennaio. Ma attenzione anche a due giocatori valutati 15-20 milioni: il tedesco di origini siriane Dahoud, osservato dal ds Paratici mercoledì sera in occasione di Borussia Monchengladbach-Manchester City, e l’olandese Klaassen (Ajax). Se son rose…

juventus

serie A
Protagonisti:
claudio marchisio
tomas rincon
giuseppe marotta

Fonte: Repubblica

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