Gli interventi di Luis Vinicio, Gianluca Monti e Salvatore Caiazza a Radio Punto Zero

LUIS VINICIO, ex allenatore ed attaccante del Napoli: “Secondo la mia visione il calcio è un gioco a cui partecipano milioni di persone che, dalla propria squadra del cuore, deve ricevere soprattutto gioia e divertimento grazie al bel gioco. Il calcio è passione incredibile, la priorità resta sempre la felicità della gente e poi le vittorie. Il Napoli è una buona squadra ma attorno si sta esagerando con le critiche e la pressione. Non è così che si può pensare di vincere lo scudetto. La Juventus non è solo più forte come organico ma anche come società ed ambiente. Sarri si è dimostrato un ottimo allenatore, fa giocare bene la sua squadra, ma quest’anno ha perso prima Higuain e poi Milik, il suo sostituto naturale. Come vedete il calcio è anche fortuna. Tutto gira male alla squadra azzurra. Il Napoli non ha perso per il valore dell’avversario ma per errori propri, collettivi e di singoli. Ovviamente, poi, le sconfitte fanno perdere autostima e fiducia, le cose più facili diventano difficili, come un semplice dribbling. Il Napoli non ha più la necessaria forza mentale per riprendersi. Anche col Sassuolo ha giocato bene ma è mancato l’uomo che, in attacco, può determinare le vittorie. In questo momento non esiste un calciatore che possa sostituire sia Higuain che Milik”.

GIANLUCA MONTI, giornalista de La Gazzetta dello Sport: “Contro il Sassuolo tutti potevano far meglio. L’errore è stato fatto in estate non prendendo Lapadula, trattato a lungo ed invano. Ovviamente il primo responsabile è chi va in campo, ma anche Sarri ha le sue colpe. Gabbiadini è un ragazzo sensibile e non ha avvertito la necessaria fiducia dal suo allenatore. Probabilmente Sarri, come Benitez, ha capito che, nelle corde di questa società, non c’è la possibilità di fare il definitivo salto di qualità ed è da qui che sono cominciati i problemi di progettualità. Chi arriva secondo o terzo vuole arrivare primo, ma quando ti accorgi che la società non programma il salto di qualità qualcosa inevitabilmente scatta. In questi casi, però, sono gli stessi allenatori a dover uscire allo scoperto piuttosto che restare in silenzio, a capo dello stesso progetto tecnico, così come fatto da Sarri e Benitez. La soluzione potrebbe essere quella di dirsi addio a fine stagione ma nel migliore dei modi. Il Napoli è in piena corsa per tutti gli obiettivi e c’è ancora il tempo per migliorare e crescere. I processi vanno rinviati al 7 dicembre, ora serve solo fiducia da parte dell’ambiente. Il Napoli ha il 66% di possibilità di superare il girone di Champions League perché avrà due risultati su tre a disposizione. Non mi faccio influenzare dal risultato contro il Sassuolo. Al Da Luz ci sono tutti i presupposti per vedere una gran bella partita. Cannavaro è andato via in maniera indecente, trattato male sia da Benitez che da De Laurentiis. Anche il pubblico napoletano è stato spesso avaro di applausi nei suoi confronti ma col Sassuolo gli ha restituito tutto quello che merita come calciatore e, soprattutto, come ragazzo napoletano. A gennaio il nome caldo è quello di Pavoletti. Gli azzurri sono costantemente informati sulle sue condizioni fisiche ed hanno già avviato la tratattiva col Genoa. Il Napoli ha necessità di far arrivare l’attaccante a Castel Volturno il 2 gennaio: Muriel è forte ma la trattativa sarà complicata, così come per Defrel”.

SALVATORE CAIAZZA, giornalista de Il Roma: “Contro il Sassuolo ha giocato la stessa squadra dell’anno scorso ma senza Higuain. Dove sono i nuovi acquisti? Il Napoli non è cattivo ma basa la propria forza sulla tecnica e sulla tattica. Inizia ad interessarci poco il possesso palla se l’avversario fa due tiri colpendo una traversa e facendo gol. Il vento è un po’ cambiato, ma la premessa è d’obbligo: chi gioca, allena o dirige non può pensare alla sfortuna. L’integralismo di Sarri non sta funzionando. Qualcosa va cambiato sia dal punto di vista tattico ma non solo. L’allenatore non può estraniarsi dal mercato ma deve iniziare a fare i nomi. Una cosa è allenare l’Empoli, dove lotti per la salvezza e pensi a valorizzare i giovani, un’altra è il Napoli, dove hai obiettivi importanti da raggiungere. Nel corso della propria carriera si può cambiare, non bisogna per forza restare legati a determinati principi che appartengono solo a squadre provinciali. Sarri può crescere anche dal punto di vista della comunicazione. Un altro errore che stiamo rimarcando dall’estate è la strategia dell’attacco. Milik si è infortunato ma tutti sapevano che Gabbiadini avrebbe avuto delle difficoltà. L’attaccante bergamasco, suo malgrado, è diventato un peso ed un problema che andava risolto a metà luglio e non a fine agosto, quando il suo procuratore è volato in Inghilterra per cederlo, senza riuscirci. De Laurentiis continua a parlare di Rog lanciando una grande frecciatina a Sarri. Dall’esterno si nota che tra presidente e allenatore c’è freddezza ed è per questo che non vedo margini di crescita, a meno che la squadra non si coalizzi con Sarri per arrivare all’obiettivo stagionale, ovvero la conferma della Champions League, fondamentale per l’aspetto economico della società”.

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