Milan, incontro Fassone-Fininvest: ma il rinvio resta un rebus

Milan, incontro Fassone-Fininvest: ma il rinvio resta un rebusBerlusconi da Bianca Berlinguer (ansa) MILANO – La proroga della trattativa per la cessione del Milan, rispetto alla conclusione prefissata del 13 dicembre, non è ancora arrivata al tavolo della trattativa tra Fininvest e Sino Europe. Solo nel momento in cui si verificherà questa eventualità sarà possibile capire l’effettiva durata dell’ennesimo rinvio alla definizione della cessione del 99.93% del Milan. Oggi nella sede Fininvest di via Paleocapa è andato in scena un incontro tra i manager della holding della famiglia Berlusconi e Marco Fassone, rappresentante in Italia del fondo creato per l’acquisto del club rossonero. La riunione è stata definita di “routine”. E viene riferito che non si è parlato di rinvio perché almeno ufficialmente l’orizzonte è ancora quello del “closing” tra due settimane.
 
CANCELLATA LA PRIMA ASSEMBLEA – Gli acquirenti cinesi continuano a sperare che il 13 dicembre possa davvero andare in scena il “closing”, tenendo ferma la scadenza che in questo momento sembra difficile da rispettare. Oggi il Milan ha definitivamente cancellato la data di prima convocazione dell’assemblea, prevista il 2 dicembre: “AC Milan informa che, in considerazione di quanto comunicato alla società dall’azionista di maggioranza Fininvest Spa, l’assemblea dei soci avrà luogo in seconda convocazione il 13 dicembre 2016 alle ore 10.30 presso Casa Milan”. L’argomento proroga alla trattativa farà il suo ingresso in agenda se Sino Europe non riuscirà a fornire le garanzie necessarie a chiudere entro il 13. Nel momento in cui ci sarà una richiesta ufficiale da parte del gruppo che fa capo a Yonghong Li e Han Li, verrà quantificata anche l’entità del rinvio. Il punto non è stato ancora preso in considerazione. Quindi al momento è difficile fare previsioni limitando l’estensione a un mese e mezzo. Le parti non sono ancora in grado di poterlo dire con esattezza in questa fase.
 
DOPPIO CONTROLLO IN 30 GIORNI – Se e quando l’operazione si chiuderà, partiranno poi 30 giorni di controlli nei quali i compratori del Milan dovranno fare chiarezza su nomi, quote e percentuali del loro fondo, il nervo più scoperto dell’intera operazione. Da un lato ci sono le regole della Figc, introdotte dopo il caso Manenti/Parma, che prevedono la comunicazione alla Lega Serie A di informazione dettagliate sulle partecipazioni superiori al 10%, entro 30 giorni dal “closing”. Dall’altro potrebbe esserci un monitoraggio da parte del Comune di Milano. Ne aveva parlato due settimane fa il presidente della commissione consiliare antimafia di Palazzo Marino, David Gentili, in relazione alla concessione di San Siro. La procedura da attivare sarebbe questa: i controlli trovano giustificazione nel Codice degli appalti che obbliga l’ente pubblico a conoscere dettagliatamente i proprietari effettivi delle aziende titolari di concessione pubblica, come succede al Milan con lo stadio. Il Comune potrebbe inviare una richiesta formale di informazioni entro 30 giorni dalla chiusura dell’affare. E i nuovi proprietari dovranno rispondere. 
milan ac

serie A
Protagonisti:
Silvio Berlusconi

Fonte: Repubblica

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