Lazio, Atalanta e Toro: la A sogna a basso costo. In tre spendono meno dell’Inter

Lazio, Atalanta e Toro: la A sogna a basso costo. In tre spendono meno dell'InterKessié e Petagna: i simboli della giovane Atalanta (agf) ROMA – Troppo presto per consacrare la Juventus. L’ultimo weekend lo ha detto chiaramente: prima di incoronare per la sesta volta di fila i campioni d’Italia, meglio andarci cauti. Certo però che alle sue spalle è difficile trovare un’alternativa convincente: al Milan da titolo non sembra credere nemmeno Montella, la Roma è ancora troppo isterica per essere anche affidabile. E allora chi è il vero protagonista del campionato? 
 
IN TRE COSTI PIU’ BASSI DELLA SOLA INTER –
La suggestione di appiccicargli addosso l’etichetta di Leicester italiano è sempre forte. Più semplicemente, ci sono tre squadre destinate sulla carta a un campionato diverso, da quello che si stanno ritagliando: Lazio, Atalanta, Torino. Le “intruse” nella corsa alla Champions League sono loro. Più in alto del Napoli, della Fiorentina. Molto più su dell’Inter. La Champions, dopo oltre un terzo del campionato, non è soltanto una suggestione. Il bello è che per arrivarci nessuna di loro ha dovuto gonfiare spropositatamente il monte stipendi. Anzi. In tre, spenderanno a fine stagione non più di 111 milioni di stipendi : 55 la Lazio, la più “cara” del trio, 32 il Torino, soltanto 24 l’Atalanta. Costi che sommati non arrivano neanche vicino a quelli della sola Inter, che nonostante un monte ingaggi da 120 milioni ha ancora sette punti meno di Inzaghi e Gasperini e quattro meno di Mihajlovic. Magari la cura Pioli servirà a ridurre o azzerare il gap. ma certo a Milano non potranno esibire orgogliosi Gagliardini e Kessie, coppia di futuri “crack” sul mercato nazionale e internazionale, “blindati” – si fa per dire – da stipendi che non superano i 150 mila euro a stagione.  
 
LINEA VERDE – Questione di programmazione: Atalanta e Torino hanno puntato su rose con oltre il 50% di calciatori italiani, ma soprattutto tanti giovani. A Bergao si coccolano pure Caldara, Conti e Petagna. La star però è Belotti, in Nazionale via Torino dove germogliano pure Barreca, Benassi e Boyé, i titolari under 23 su cui Mihajlovic punta stabilmente. Alla Lazio dominano invece gli stranieri (78%), ma della linea verde sono tra i porta bandiera: Keita e Milinkovic, ma pure Cataldi, Hoedt, Wallace e i verdissimi Lombardi e Murgia, prodotti del vivaio già in gol in questa stagione. Anche così si costruisce una squadra in grado di stupire. Tutta gente che a inizio stagione valeva pochi milioncini e diventata un pezzo da vetrina sul mercato. Magari Lazio, Atalanta e Torino non vinceranno il campionato. Ma spaventare la Juve spendendo un terzo, è già una bella soddisfazione.
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Fonte: Repubblica

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