Ternana, è un super Palombi

Simone Palombi, attaccante della Ternana (Lapresse)

Re Mida del pallone, nessun dubbio ultimamente. Perché tutto ciò che tocca diventa… gol! Ben tre: “Voglio andare in doppia cifra”. Obiettivo ben chiaro poi: “Sogno di tornare alla Lazio”. Oggi è in prestito, domani chissà. Sincero, Simone Palombi (classe ’96). Nuovamente in gol con la Ternana di Carbone. Prima riserva: “Rimpiango di non averlo scelto subito…”. Ora titolare. E il motivo era intuibile: “Rischiavo di bruciarlo…”. Soddisfazioni meritate ed inseguite. Risultato? Prime tre reti in Serie B dopo 7 partite: Salernitana, Entella, Brescia. Più lo squillo al Pordenone in Coppa Italia, all’esordio tra i pro. Palloni toccati? Uno. Basta e avanza. Gol.

Maestro Inzaghi – Sguscia via così, quasi dal nulla. Veloce e all’improvviso. “Che fate? Non lo marcate?” Difensori in difficoltà. Poi colpisce a modo suo: “Sembra Inzaghi”. Qualcuno lo sussurra e altri lo sostengono. Giochi di… assonanze. Tecniche, tattiche. Per come si butta nello spazio, per come elude il fuorigioco, per l’abilità nel crearsi l’occasione. Parliamo di Inzaghino eh, quello che se l’è goduto in Primavera e ora allena i grandi: “E’ stato lui a spingermi ad andare in Serie B” dice Palombi. E che rapporto tra i due, splendido. Tra fiducia e stima reciproca: “Gli devo tutto”. Padre calcistico. Anche se Simone, in carriera, l’ha sempre messa dentro. Sentenza. Giovanissimi, Allievi, Primavera, Ternana. Gol e trofei, dalla Coppa Italia alla Supercoppa. Tutti vissuti da protagonista assoluto, insieme ai suoi ex compagni oggi in prima squadra: Lombardi, Murgia, Prce, Strakosha. Tra loro Palombi segnava a raffica (più di 50 reti). Destro, sinistro, di rapina, pure di testa. Col suo amico Murgia che sui social scherza così: “Chissà da chi hai imparato!”. Inseparabili i due: “Siamo cresciuti insieme”. 

Studente modello – Vizi di famiglia ne abbiamo? Forse sì, perché sua sorella Claudia gioca in attacco nella Res Roma: “Siamo molto simili”. Con qualche differenza: “Io sono più grintosa, lui è più bravo di testa”. E chissà quanti vetri rotti a casa: “Un continuo”. Porticine in cameretta e via, si gioca. Accanto alla foto dell’idolo Signori e al mito di Klose, di cui conserva ancora una maglia con autografo. Biglietto da visita vincente. Personalità, applicazione, idee chiare. In una parola: “Sacrificio”. Palombi non ha mai perso di vista le cose importanti, tipo la scuola. Pronto a studiare in macchina dopo la finale di Coppa Italia Primavera con la Fiorentina. Pronto a restare in camera, invece, durante le final eight a Chiavari, intento a prepararsi per l’esame di maturità. Tutti gli altri uscivano, lui no. Attento e concentrato con un obiettivo da raggiungere. Proprio come quest’anno, a Terni e con Carbone. Far bene per tornare “alla base”. Ah, voto di maturità? 90, vicino al top. Ma nessuna paura. 

Fonte: SkySport

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