Gli interventi di Ciro Novellino, Mimmo Carratelli, Maurizio Pistocchi e Ciccio Ponticiello a Radio Punto Zero

CIRO NOVELLINO, giornalista del sito ViviCentro.it: “Mertens voleva segnare sul quarto gol, quando salta l’avversario pensa subito di calciare in porta. La rete è bellissima, straordinaria, il belga è tornato ad essere quello di qualche tempo fa, forse anche superiore, è ormai un calciatore imprescindibile. Tra Mertens e Lavezzi dico che il belga è più forte perché sotto porta è più cinico. L’argentino ha infiammato lo stadio San Paolo ma non era letale come Mertens a tu per tu col portiere. Peccato per la sosta, a Firenze bisogna assolutamente vincere perché ormai il Napoli s’è ripreso. La rosa è più forte rispetto a quella della Roma, che resta squadra inferiore agli azzurri. Il Napoli è terzo solo perché ha perso alcuni punti preziosi. Nonostante la bravura di Mertens la prima punta da acquistare a gennaio è ancora necessaria. Gabbiadini? Lo stimo tantissimo, in Italia è un talento indiscusso, ma purtroppo non è ben visto da Sarri che fatto altre scelte. Peccato, avrei voluto vederlo esterno, ovvero nel suo ruolo. Pavoletti? Ho parlato coi suoi ex compagni alla Juve Stabia, mi hanno detto che soffre la concorrenza ma mi auguro che a Napoli non accada, anche perché, non dimentichiamolo, Milik resta il titolare”.

MIMMO CARRATELLI, giornalista: “Il Real Madrid ha tanti giocatori che possono risolvere le partite da soli, vedi Ronaldo, capace di trovare il colpo vincente in caso di difficoltà. La fantasia del Napoli, però, qualche problema potrà provocarla. Bisognerà fare un bel risultato a Madrid, al San Paolo sarà tutto più difficile perché gli spagnoli potrebbero colpire in contropiede. Mertens come Maradona è una bestemmia, ma il belga è innamorato della città. Non credo ai miei occhi: o gli avversari sono scarsi oppure questa squadra, senza bestemmiare, ricorda il Barcellona. In Italia nessuno gioca come gli azzurri. Mihajlovic ha sbagliato formazione perché, per voler fermare Ghoulam, ha schierato Zappacosta ma Belotti era troppo isolato. Ma, ripeto, per come gioca oggi il Napoli è sconvolgente. Neppure il Napoli di Maradona era così perfetto. Hysaj sta diventando un terzino notevole, così come l’algerino. Chiriches ha fatto un’azione strepitosa in occasione del gol. Se il Napoli fosse sulle piste di Simeone direi di prenderlo subito, Pavoletti m’entusiasma meno ma, obiettivamente, un attaccante fisico ci vorrà. A gennaio sarà un bel problema scegliere tra lui e Mertens. L’allenatore col belga ha fatto un capolavoro. Mertens bomber l’ha creato lui. Lavezzi era un mezzo giocatore, un divertente fantasista ma anche autore di errori madornali. Tatticamente era scombinato mentre Mertens è molto ordinato anche grazie alla mano del suo allenatore. Mi darebbe fastidio se la Juventus vincesse il sesto posto, per il Napoli vorrei il secondo posto. Il mercato estivo è stato eccellente, Sarri aveva ragione quando parlava dei giovani da far crescere. Maksimovic non gioca perché è reduce dalla difesa a tre ma l’allenatore lo sta curando, ci lavora e lo tirerà fuori nel momento opportuno, come Rog. Dobbiamo fregarcene della Juve, il progetto del Napoli è bellissimo e la società può ancora crescere. Per vincere il campionato sarebbe necessario un giocatore che fa la grande differenza, vedi Maradona. In Italia, però, nessuno può puntare ad un vero campione, neppure la Juve. I tifosi siano contenti: si va allo stadio con allegria, spesso anche negli anni ’90 eravamo in ansia, ora il Napoli va in campo, va il suo gioco e quando è in salute non ha avversari. Petisso diceva che lo scudetto vinto con la Fiorentina non valeva come la salvezza col Napoli. L’amore di Bruno per Napoli è stato grandioso e credo che Napoli l’abbia ricambiato. Nel mondo del calcio non ho conosciuto un uomo più buono, genuino, leale di Pesaola. L’ho voluto bene come un fratello”.

MAURIZIO PISTOCCHI, giornalista MEDIASET: “A differenza di alcuni colleghi che fanno i tifosi a tempo pieno io vedo le partite e, a seconda del mio gusto, mi diverto o meno. Da quando c’è Sarri alla guida del Napoli è un piacere questa squadra giocare con questa mentalità, con questo spirito, con questa iniziativa, caratteristiche differenti rispetto alla Serie A. Fa bene Sarri a volere un attaccante con caratteristiche fisiche differenti. Parlavo di Pavoletti da ottobre, ora è cosa fatta. Parliamo di un giocatore che colma lacune nell’attacco del Napoli: è forte fisicamente, bravo di testa, sa scardinare la difesa e ti dà delle alternative. Con Mertens puoi giocare solo palla a terra. La grande forza della Juventus sta nella fase difensiva fatta con molta applicazione e determinazione. La Juve gioca un calcio all’italiana, non è padrone del campo o del pallone, loro giocano negli spazi e per questo si ritirano nella loro metà campo e sfruttano le grandi potenzialità individuali. Il Napoli questo non lo sa fare. Gli azzurri sanno giocare solo in un modo e questo, ovviamente, comporta più rischi: ecco spiegata la distanza in classifica dai bianconeri. Inoltre il Napoli ha scontato molti errori individuali, vedi la sfida contro il Torino, e poi ha un fatturato inferiore alla Juve. Quando il Milan di Sacchi affrontò il Real Madrid nel 1989 inaugurò i propri successivi in campo internazionale. Il Napoli è la squadra meno italiana del nostro campionato. Non è importante vincere ma anche lo stile con cui si vince. Sarà, per gli azzurri, la partita ideale: affronterà i più forti ma avrà il vantaggio di non avere niente da perdere. Conoscendo Sarri preparerà questa partita nei particolari, ci divertiremo“.

+++CUORE NAPOLI BASKET+++

CICCIO PONTICIELLO, coach Cuore Napoli Basket: “Contro Valmontone è stata una partita strana per vari aspetti. Non siamo riusciti a sviluppare il nostro gioco contro una squadra che, va detto, ha tanta esperienza grazie ad un roster importante. Ad un certo punto avevamo la partita in pugno ma le difficoltà in difesa hanno conseguito a Valmontone di rientrare in partita. Il confine tra spiegazioni e alibi è molto labile, dobbiamo essere bravi a non oltrepassarlo. Va anche detto che abbiamo subito i problemi di Maggio – la cui entità d’infortunio è meno grave del previsto – e siamo arrivati al match contro Valmontone con tre appuntamenti con Catanzaro, Teramo e Cassino in cui abbiamo speso tante energie. Non apro bocca sugli arbitri dal marzo del 2013 a Bari, ma è un dato di fatto che l’arbitraggio non sia stato a noi favorevole. Quello che vogliamo, ora, è avere regolarità negli allenamenti, ma non sarà sempre facile. Manca un successo per la matematica certezza di partecipare alle “final eight” di marzo a Bologna. Fin qui abbiamo giocato alla pari con tutti, anche quando abbiamo perso”.

Fonte: Radio Punto Zero

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