Hall of Fame, c’è anche Maradona: ”Higuain e Dybala bravi, ma Messi è un’altra cosa”

Hall of Fame, c'è anche Maradona: ''Higuain e Dybala bravi, ma Messi è un'altra cosa''Diego Maradona (reuters) FIRENZE – Cappellino in testa, un saluto all’ex presidente del Napoli Corrado Ferlaino e la stretta di mano con due campioni del mondo come Marco Tardelli e Giancarlo Antognoni, mentre siede vicino anche a Paolo Maldini. E’ arrivato verso le 11.45 Diego Armando Maradona nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, per le celebrazioni della Hall of Fame. Al “Pibe de Oro”, in realtà, il premio fu assegnato nel 2014 ma soltanto oggi ha ritirato il riconoscimento istituito nel 2011 dalla FIGC e dalla Fondazione Museo del Calcio per celebrare le figure che hanno lasciato un segno indelebile nella storia del nostro calcio. L’ospite d’eccezione di una giornata piena di campioni e di ricordi. Assente invece per motivi personali Silvio Berlusconi, che ritirerà il premio in un’altra occasione. 
 
“Sono davvero contento di essere qui, mi sento a casa – ha detto Maradona, che ha regalato alla Fondazione Museo del Calcio la maglia dell’Argentina numero 10, la sua – Messi, Dybala e Higuain sono giocatori differenti e come tiene la palla Messi tra i piedi, nessun altro tra loro. Dybala crescerà come giocatore, Higuain continuerà a fare gol ma con la palla non ha la qualità di Messi e Dybala, è un po’…così e così”. Poi saluta l’ex presidente del Napoli Corrado Ferlaino e rivela: “Ho incontrato De Laurentiis, che mi ha invitato per la partita di Champions contro il Real Madrid. Vediamo cosa si può fare per il Napoli in Italia e nel mondo, dal momento che io lavoro a Dubai”. E su Sarri: “Ho sempre detto quello che pensavo di lui, poi ha cambiato ed io ho riconosciuto il mio errore. Un allenatore può mettere una squadra in campo e non funzionare, per poi cambiare e migliorare facendo dei punti incredibili. E’ questo quel che ha fatto Sarri. Il Napoli mi piace come gioca, peccato però che la Juventus sia sempre lassù”. Però a Firenze ha perso: “Si, meglio. Mi è è piaciuto”, scherza il Pibe. E infine, su Buffon: “E’ uno dei grandissimi, e lo è da tanto tempo”. 
 
VENTURA: “JUVE FAVORITA MA CAMPIONATO APERTO” – Anche il c.t. della nazionale Giampiero Ventura, presente a Firenze anche per la sfida contro la Juventus, ha commentato la sfida di domenica sera: “Ho visto un’ottima Fiorentina e una squadra, quella bianco nera, sotto tono. Il risultato è stato giusto”. Lo stato di forma dei tre difensori juventini della nazionale? “Penso in positivo, sarebbe ridicolo dare un giudizio dopo una partita e saranno ancora dei perni della nazionale per molto tempo. Quando ho detto che dovevano esserci delle condizioni per mettere in luce i giovani, qualcuno sorrideva. Adesso invece questa cosa viene presa sul serio: quando convocai Gagliardini c’era perplessità e mi chiedevano perché lo convocassi, adesso tutti si stanno rendendo conto della sua qualità. Sarà un giocatore importante per il futuro della nazionale”. Poi continua: “Ci sono Donnarumma, Zappacosta, De Sciglio, Florenzi, Rugani, Romagnoli, Belotti, Immobile. Sono tutti sotto i 25 anni, stiamo seminando qualcosa che darà i suoi frutti a breve per qualcosa di importante. Chiesa? E’ stata una piacevole sorpresa, sarà convocato alla prossima occasione sicuramente e questo conferma che ci sono molti giovani sui quali puntare”. Sul campionato: “E’ sempre stato aperto, non ho mai detto che la Juventus avrebbe fatto un campionato a sé. Rimane la favorita, anche dopo la sconfitta con la Fiorentina: poi Roma e Napoli hanno ambizioni e non ti puoi mai addormentare, perché nel nostro campionato devi essere sempre sul pezzo e nessuno regala niente. Capisco la reazione dei giocatori della Juventus e quel che ha detto Allegri. Adesso il campionato diventa affascinante, c’è più competitività”. 
 
I PREMIATI – Giuseppe Bergomi (Giocatore italiano), Paulo Roberto Falcão (Giocatore straniero), Claudio Ranieri (Allenatore italiano), Silvio Berlusconi (Dirigente italiano), Paolo Rossi (Veterano italiano), Melania Gabbiadini (Calciatrice italiana), Nils Liedholm, Giulio Campanati e Cesare Maldini (Premi alla memoria). 
 
RANIERI: “JUVE SEMPRE SQUADRA DA BATTERE” – Nel ringraziare il presidente della FIGC Tavecchio per il premio ricevuto, Ranieri commenta la conquista del titolo col Leicester: “Secondo gli scommettitori sarebbe stato più facile che un extra terrestre atterrasse a Piccadilly oppure che tornasse in vita Elvis Presley piuttosto che il Leicester conquistasse il titolo. Eravamo la cenerentola del campionato, in realtà dovevamo salvarci. Però la mia favola da giocatore rimane quella al Catanzaro dove sono stato otto anni, mentre da allenatore quella col Cagliari dove dalla Serie C salimmo fino alla A, salvandoci”. Su Maradona, un ricordo prezioso: “Ferlaino mi chiamò l’anno in cui Diego andò via da Napoli e ricordo le telefonate, insieme a Ciro Ferrara, a Maradona al quale chiedevamo di tornare”. 
 
Poi sul campionato italiano: “La Juventus è la squadra da battere però mi sembra che dietro ci siano squadre che piano piano la prenderanno perché è lo sport, il calcio”. Queste le parole del tecnico campione in carica d’Inghilterra col Leicester, Claudio Ranieri: “Chi sta davanti fa da punto di riferimento e le altre arriveranno”. Ranieri in Premier League tifa per un altro italiano, Antonio Conte: “Non so se ci sarà la successione del Chelsea al mio Leicester. Auguro ad Antonio tutto il bene, è arrivato senza i grandi clamori del pronostico però adesso sta facendo vedere che la scuola italiana è importante, per cui gli auguro di cuore di vincere la Premier League. Noi del Leicester sapevamo che è stato un anno incredibile, questo è stato riconosciuto in tutto il mondo, il Chelsea sta facendo un buonissimo campionato. E’ stato un orgoglio aver rappresentato l’Italia al Leicester. Dietro ci sono delle grandi potenze e mi auguro da tifoso italiano e del Chelsea, perché sono stato loro allenatore per quattro anni, che possa raggiungere l’obiettivo. Allegri in Premier League? La stampa spinge molto per questa soluzione, appena c’è una mezza partita ci sono queste voci. L’Italia è apprezzata da tutti, mi auguro che venga in Inghilterra. Tanti anni fa nessuno andava all’estero, poi ha iniziato Trapattoni con Capello, io sono stato il terzo. Noi italiani possiamo diventare cittadini europei e ora che ci si è allargati in Cina, possiamo diventare cittadini mondiali”.
 
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Protagonisti:
diego armando maradona

Fonte: Repubblica

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