L’Inter mette la sesta, a Palermo basta Joao Mario

PALERMO-INTER 0-1
(65′ Joao Mario)

Candreva crossa, Joao Mario segna e l’Inter esulta. Per la sesta volta di fila, continuando a inseguire quel sogno chiamato Champions League. E’ tutta racchiusa nell’asse italo-portoghese disegnato da Pioli la storia di un Palermo-Inter che i nerazzurri, se mai riuscissero a conquistarla, potranno ricordare come una delle tappe fondamentali sulla strada che schiude la porta dell’Europa dei grandi. Quella con le stelle a la musica che mette i brividi prima di ogni partita. Perché vincere a Palermo non era di certo opera semplice per i nerazzurri. La squadra di Corini, infatti, nonostante la crisi, gli 8 punti di distanza dalla zona salvezza e l’insofferenza di un presidente che minaccia rivoluzioni per poi lasciare tutto invariato, si era presentata al Barbera ben disposta in campo e assolutamente determinata a lottare su ogni pallone per tutti. Ma l’Inter, oramai sospinta dalle sue nuove certezze, l’ha affrontata da squadra matura e ordinata, attaccando con forse un troppa calma nel primo tempo e colpendo inesorabilmente nella ripresa, quando Pioli ha mandato in campo Joao Mario per un Banega poco a suo agio sotto la pioggia del Barbera. E’ la scelta che fa la differenza, perché al portoghese sono bastati appena 10 minuti per lasciare il segno e portare in trionfo i suoi per la sesta volta consecutiva, cosa che in campionato, ai nerazzurri, non accadeva da oltre 4 anni. Regista aggiunto e ora anche goleador inatteso, Joao Mario il salvatore. Soprattutto l’ennesima mossa vincente di un allenatore capace di rigenerare una squadra atterrita dalla gestione de Boer: l’Inter di oggi infatti ha un’identità, sa come gestire i momenti delle partite, si difende con ordine grazie all’aiuto di tutti e ora può sfogare senza timori tutto il suo potenziale offensivo.

Per la verità, per avere la meglio del Palermo, ai giocatori di Pioli è bastato svolgere con precisione il proprio compitino. Qualche occasione nel primo tempo, i cambi a inizio del secondo, poi il vantaggio e la gestione delle stesso. Senza soffrire praticamente mai. Nemmeno nel finale, quando, dopo l’espulsione di Ansaldi per doppia ammonizione (e conseguente allontanamento di Pioli causa proteste), i padroni di casa hanno provato con maggiore convinzione a mettere in difficoltà Miranda e Murillo, senza però mai trovare occasioni degne di questo nome. Tutto il contrario dell’Inter, cinica e concreta, ma anche paziente e mai nervosa, nonostante il trotto quasi sbilenco e poco convinto dei primi 45 minuti. Le occasioni sono arrivate, è vero, ma prima Icardi, poi Candreva e quindi Brozovic hanno sempre peccato di cattiveria al momento decisivo. Il Palermo ha provato a difendersi e lo ha fatto anche bene, lottando con la grinta che Corini, in questa settimana tribolata, è riuscito a trasmettere alla squadra. Una tenacia che ha tenuto a galla la squadra fino al 20’ del secondo tempo, quando Candreva ha deciso che era il momento del suo sesto assist in campionato e Joao Mario lo ha raccolto dopo un movimento da centravanti spedendolo alle spalle di Posavec. Da quel momento in poi i nerazzurri hanno controllato e respinto gli assalti rosanero, compattandosi su due linee molto serrate e ripartendo ogni volta che potevano. Nel finale nessuna sofferenza vecchio stile, ma solo tanta concretezza. E così, passetto dopo passetto, ora sono 6 le vittorie consecutive in serie A della banda nerazzurra. All’orizzonte c’è il Pescara, battuto 3-1 in casa dal Sassuolo, e una la nuova consapevolezza di aver fatto un altro passo avanti. Verso i sogni, verso la Champions. 

Fonte: SkySport

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