JUVENTUS-INTER 1-0
45′ Cuadrado
Non c’è nulla da fare: allo Stadium, da oltre un anno e mezzo, alla fine vince sempre la Juventus. E’ una legge oramai scritta tra le pieghe del nostro del nostro campionato quella della squadra di Allegri, che come se ce ne fosse bisogno con questo 168esimo derby d’Italia ha affossato ancora di più le ambizioni di gloria delle sue inseguitrici. Perchè se anche all’interno di una partita combattuta ed equilibrata, nella quale comunque la Juve ha avuto le occasioni migliori, alla fine spunta uno come Cuadrado che non segnava da Aprile e si porta a casa i 3 punti con un destro incredibile, vuol dire che in fondo la stella bianconera ha in serbo un destino che si chiama scudetto. “Vinceremo il tricolor”, cantavano i tifosi juventini in estasi al termine della partita: il titolo non sarà ancora in tasca ad Allegri, ma di certo contro l’Inter la Juve ha compiuto ben più di tre passi verso il successo finale. Pioli veniva da 7 vittorie di fila in campionato e le ha provate tutte per cercare di stoppare l’impeto bianconero e al tempo stesso far male alla difesa guidata da Buffon. In diverse circostanze, soprattutto nel primo tempo, ci è anche riuscito, ma il muro della Juventus ha resistito rispedendo al mittente tutti i tentativi. E riuscendo, come detto, a portare a casa l’ennesimo successo casalingo.
Allegri conferma il modulo super offensivo delle ultime tre uscite e manda in campo contemporaneamente Pjanic, Cuadrado, Dybala, Mandzukic e Higuain; Barzagli non recupera dalla febbre e a destra in difesa gioca Lichtsteiner. Pioli si presenta allo Stadium con un’inedita difesa a tre nella quale al fianco di Medel e Miranda c’è Murillo che gioca da centrale di destra per provare a contenere Mandzukic. Il colombiano segue il croato in ogni zona del campo, ma chi la difesa dell’Inter non riesce proprio a contenere è Paulo Dybala, vicino al gol in due circostanze nei primi 12 minuti. Prima sfodera una semi rovesciata potente ma centrale che Handanovic respinge in qualche modo, poi si avventa su una palla vagante al limite dell’area e con un sinistro morbidissimo di prima intenzione scavalca il portiere nerazzurro, centrando però la parte esterna della traversa. La partita nasce a mille all’ora, la Juve spinge ma l’Inter comunque non sta a guardare e riparte con grande convinzione. La prima vera occasione per i nerazzurri arriva al 18’ quando, sugli sviluppi di un calcio d’angolo nel quale Lichtsteiner rischia grosso trattenendo D’Ambrosio, Gagliardini si trova sul sinistro la palla buona ma spara alto da ottima posizione anche per l’opposizione di Bonucci. La pressione della Juventus cala e l’Inter comincia a guadagnare metri sul campo fino a quando, al 22’, Joao Mario si costruisce da solo l’occasione migliore del primo tempo nerazzurro: il portoghese arriva con due dribbling fino al limite dell’area e lascia partire un destro che esce di pochissimo e sul quale Buffon non tenta nemmeno la parata. E’ ancora 0-0, ma le squadre continuano a creare presupposti per segnare. Gagliardini di testa spara sulle mani di Buffon, poi la prima fiammata di Higuain che mette la zampa su un cross di Alex Sandro ma angola troppo il sinistro. La partita vive sul filo dell’equilibrio ed è combattutissima, con i giocatori che non risparmiano le entrate dure in mezzo al campo e le occasioni che non si contano più. Al 37’ Perisic chiama Buffon a una grande parata sul suo colpo di testa, un minuto dopo Mandzukic arriva in tuffo su un traversone di Cuadrado ma angola troppo, poi Icardi chiede un rigore per un’entrata del numero 17 bianconero che ci poteva stare, quindi Pjanic su punizione costringe Handanvic a una grande deviazione sulla traversa. Il primo tempo sta per finire e sembra talmente pieno di eventi che lo 0-0 potrebbe anche essere la sua evoluzione naturale, ma Cuadrado la pensa diversamente e tira fuori dal cilindro la giocata che cambia risultato e destino della partita. Dal calcio d’angolo successivo alla parata di Handanovic la palla arriva al limite dell’area e il colombiano con un destro tutta potenza e istinto buca letteralmente la porta dell’Inter, portando in vantaggio la Juventus. Il colombiano balla davanti alle telecamere e ne ha tutte le ragioni: il gol è stupendo e non segnava dallo scorso Aprile. Un premio forse eccessivo per Allegri, una punizione forse esagerata per Pioli, ma il calcio è anche questo e i bianconeri vanno al riposo sopra di un gol.
Negli spogliatoi Pioli non cambia nulla, ma l’Inter si ripresenta in campo determinata nello schiacciare la Juventus nella propria metà campo. Il possesso nei primi 20 minuti è soprattutto nerazzurro, con i giocatori di Pioli che alzano il baricentro senza però riuscire a rendersi veramente pericolosi. Chi sfiora il gol invece è Pjanic, ottimamente imbeccato da Higuain al termine di una ripartenza velocissima: il tiro in scivolata del bosniaco è deviato in angolo da una manata di Handanovic. L’Inter non demorde e tiene palla, ma sembra più che altro un pugile che rimbalza contro la guardia ben serrata della squadra di Allegri. Le occasioni da gol arrivano a rilento e Pioli allora cambia, mettendo Eder e Kondogbia per Candreva e Brozovic, con Joao Mario che si abbassa a centrocampo. Anche Allegri mischia le carte, inserendo Marchisio per Cuadrado e modificando l’assetto della squadra in un 4-3-3 nel quale Dybala e Mandzukic si mettono ai lati di Higuain. Proprio il Pipita ha l’occasione migliore del secondo tempo al 78′, quando Dybala lo serve in profondità ma il suo destro non riesce a bucare Handanovic che respinge. L’Inter è sempre più sbilanciata, entra anche Palacio, ma la Juventus sembra fatta di granito e la doppia linea di centrocampo e difesa non concedono mai ai giocatori nerazzurri di presentarsi in maniera veramente pericolosa dalle parti di Buffon. Allegri richiama in panchina Dybala che questa volta stringe la mano al suo allenatore e il muro bianconero in mezzo al campo oramai è sempre più spesso. Negli ultimissimi minuti l’Inter si lancia all’arrembaggio creando per la verità più confusione che possibilità di pareggiare: sull’ultimo calcio d’angolo in area c’è anche Handanovic ma Rizzoli fischia un fallo in attacco e dopo le proteste dei nerazzurri espelle Perisic, il più nervoso dei suoi. Ora però non c’è più tempo e la partita finisce nello stesso modo in cui sono terminate le ultime 28 gare giocate allo Stadium: vince la Juventus. Allegri torna a più 6 sul Napoli e a più 7 sulla Roma (che come i bianconeri deve recuperare una partita, martedì contro la Fiorentina). Il campionato ha un solo padrone, oggi più che mai.
Fonte: SkySport
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