Udinese-Sassuolo 1-2: ai friulani non basta l’effetto Zico, colpo dei neroverdi

UDINE – E’ il giorno di Zico ma non quello dell’Udinese: il Sassuolo subisce solo in avvio, ingoia il gol di Fofana dopo 7 minuti ma poi gioca meglio al calcio, nella ripresa fa entrare l’arma letale chiamata Gregoire Defre che ne piazza due in 13 minuti e buonanotte Friuli. Il Sassuolo scavalca l’Udinese in classifica, mentre il pubblico udinese fischia alla fine della partita e anche Zico esce con una smorfia triste, anche lui sperava di più.
Del resto la squadra di Delneri dura il tempo dell’entusiasmo per il giro di campo del mitico “Galinho”, amatissimo e osannato dalla folla, in un giro di campo che dura un quarto d’ora e si conclude all’ingresso delle squadre sul terreno della Dacia Arena. Inizia la partita e l’Udinese va subito in gol, dopo un rinvio sbagliato da Consigli: da Badu a Fofana, controllo e destro da 20 metri che muore nell’angolo basso alla destra di Consigli.

E’ un avvio tutto fuoco quello dei friulani, mentre il Sassuolo è a disagio, sembra non essere entrato in campo. Al 13′ altra occasione friulana su cross di De Paul, ma Zapata (pessimo per tutta la sua gara) e Thereau non riescono a far gol da due passi. Ci vogliono gli urlacci di Di Francesco dalla panchina e di Acerbi in campo per scuotere gli ospiti, che dopo un quarto d’ora cominciano a imporre le loro cadenze, la loro manovra senz’altro più nitida di quella dei rivali, che lentamente iniziano a perdere metri di campo e iniziativa. Il primo tempo finisce sull’1-0 solo perché il Sassuolo non riesce a capitalizzare la sua mole di gioco con azioni efficaci in area avversaria, anche per la cattiva giornata di Matri. Ma nella ripresa lo scenario continua a mutare, col Sassuolo che diventa padrone del campo sul piano tecnico e l’Udinese che si ammoscia progressivamente, nonostante il 4-2-3-1 che Delneri prova a organizzare. Si comincia a svegliare Matri (girata in area al 17′, c’è Karnezis) ma è il cambio di Di Francesco a indirizzare i destini del match: al 21′ esce Duncan ed entra Defrel, anche il Sassuolo si piazza col 4-2-3-1 con Defrel alle spalle di Matri, ed è il francese l’uomo della partita.

Al 25′ sbuca alle spalle di Hallfredsson su un cross da destra di Pellegrini, e all’altezza del secondo palo calcia in rete, facendo finire il pallone tra le gambe di Karnezis, che è colpevole. La reazione dell’Udinese è pallida, il Sassuolo capisce di poter affondare e ci pensa ancora Defrel al 34′: palla controllata ai 25 metri, un occhio alla porta e bam, sinistro chirurgico nell’angolo basso alla destra di Karnezis, che nemmeno accenna il tuffo. L’Udinese non ha la forza di rovesciare lo spartito e nemmeno di rendersi appena pericoloso, anzi saranno gli ospiti a sfiorare il terzo gol nel recupero. Sipario, e fischi assordanti della Dacia Arena: se Zico doveva essere un amuleto, non lo è stato. Del resto gli amuleti non vanno in campo: lì dentro, nel sacro recinto, contano altre cose, e l’Udinese oggi non ne aveva proprio.

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Fonte: Repubblica

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