Taranto, giocatori aggrediti; Aic: “Serve una risposta forte”

Taranto, giocatori aggrediti; Aic: "Serve una risposta forte"ROMA – “Abbiamo superato ogni limite. Serve una risposta forte”. Dopo le parole di condanna del ministro dello Sport Luca Lotti anche l’Aic scende in campo a difesa dei giocatori del Taranto, aggrediti mercoledì  pomeriggio, nei pressi dello stadio Iacovone, da una trentina di teppisti incappucciati. “Parleremo con tutti i rappresentanti delle 60 squadre e con i vertici della Lega Pro. In base a quello decideremo cosa fare per contrastare questo fenomeno”, ha annunciato il vicepresidente Umberto Calcagno interviene così sul gravissimo episodio di violenza ieri pomeriggio a Taranto dove, ha aggredito i calciatori pugliesi durante l’allenamento.

SERVE UN GESTO FORTE – Minacciati con mazze e coltelli, i giocatori sono stati picchiati con schiaffi e pugni: i più bersagliati Maurantonio, Stendardo e Altobello. Il tecnico Ciullo ha provato a fermare gli aggressori ed è stato a sua volta colpito. “C’è bisogno di un gesto forte di tutto il sistema verso qualcosa che col sistema non ha nulla a che fare, ossia i violenti. Perché – aggiunge Calcagno – bisogna tutelare i calciatori: non è possibile avere paura di essere picchiato o minacciato di morte se hai perso una partita. E’ una situazione ingovernabile, non si può immaginare che nel luogo di lavoro dei ragazzi vengano aggrediti in maniera così vile”.

COMBATTERE LA CULTURA DELL’ODIO – “Siamo di fronte a una cultura dell’odio verso una categoria a torto considerata privilegiata da parte di persone che pensano di essere padroni di cose che non gli appartengono. Tifare per una squadra non significa avere il diritto di picchiare qualcuno” ha concluso Calcagno. Nell’ultimo week-end tutte le partite di Lega Pro erano iniziate con 15 minuti di ritardo in segno di protesta contro le aggressioni ai danni dei giocatori di Ancona, Catanzaro e Matera avvenute nelle ultime settimane.

calcio

Protagonisti:

Fonte: Repubblica

Segui il canale PianetAzzurro.it su WhatsApp, clicca qui