Regoliamoci, la moviola della 30^ di A

SASSUOLO-LAZIO

Ineccepibile il rigore con cui passa in vantaggio il Sassuolo: su lancio di Missiroli Berardi scatta in posizione regolare, entra in area e anticipa Strakosha. Il portiere della Lazio allunga la mano e lo tocca: Giacomelli indica il dischetto e lo ammonisce giustamente: azione promettente ma non chiaramente da gol, altrimenti il tipo di fallo sarebbe stato da rosso. La Lazio pareggia subito dopo con Immobile la cui posizione però è da rivedere: al momento dell’assist di Felipe Anderson infatti l’attaccante è leggermente oltre Acerbi, penultimo difendente del Sassuolo

ROMA-EMPOLI

In avvio su un lancio preciso di Pasqual scatta Thiam e si presenta a tu per tu con Szceszny che lo stende in area. Sarebbe rigore, ma si alza la bandierina dell’assistente Tasso a segnalare un fuorigioco che non c’è: l’attaccante era in linea con Fazio. Per il portiere della Roma, che commette fallo da rigore cercando il pallone, il cartellino corretto sarebbe stato il giallo.

TORINO-UDINESE

Poco dopo la mezz’ora qualche protesta dell’Udinese ma è del tutto fortuito un contatto del pallone col braccio di Lukic nell’area del Torino. Regolari il secondo gol dell’Udinese e il primo del Torino: Perica è chiaramente dietro alla linea del pallone al momento del tiro sporcato di Zapata che diventa un assist. Nel flipper che porta al gol di Moretti il difensore granata è tenuto in gioco da Samir al momento della conclusione di Iturbe: in fuorigioco c’è Belotti che però non partecipa all’azione.

Nel finale, sul 2-2, Belotti segna sfruttando un assist di Ljajic ma quando già si è alzata la bandierina dell’assistente Mondin. Chiamata complicatissima, ma l’attaccante del Toro era tenuto in gioco dal piede destro di Samir che avanza con una frazione di secondo di ritardo

FIORENTINA-BOLOGNA

La Fiorentina protesta per una caduta in area di Kalinic, contrastato da Gastaldello: il difensore del Bologna si aiuta molto con le braccia per frenare l’avversario: una serie di piccole trattenute che iniziano fuori area e si chiudono con un leggero contatto all’interno sul quale però l’attaccante viola si lascia cadere un po’ troppo volentieri. Doveri lascia correre, forse la scelta migliore sarebbe stata punizione dal limite, a quel punto col rosso per la chiara occasione da gol.

GENOA-ATALANTA

L’Atalanta raddoppia su calcio di rigore concesso per fallo di Burdisso su Petagna: l’attaccante entra in area e tenta il dribbling, il difensore allunga ingenuamente la gamba e tocca quella dell’avversario: Gavillucci, ma c’era anche l’addizionale a due passi, indica il dischetto. A metà del secondo tempo, sul 2-0 per l’Atalanta, il Genoa rimane in 10 per l’espulsione di Pinilla.  Tutto nasce da un’entrata in scivolata dell’attaccante su Berisha. L’arbitro si consulta con l’addizionale, dà punizione all’Atalanta e ammonisce Pinilla, che però protesta con qualche parola di troppo e prende il rosso diretto. Dopo l’espulsione il cileno continua a protestare ed entra anche a contatto con la mano dell’arbitro, che cerca di tenerlo a distanza. C’è il rischio per lui di una squalifica piuttosto pesante. Dal replay si vede poi che l’entrata dell’atalantino è per provare a colpire il pallone, non particolarmente cattiva, ma vista live ci sta la scelta di giudicarla comunque imprudente e dunque da giallo

PALERMO-CAGLIARI

Irregolare il gol del Palermo, nato dagli sviluppi di un calcio d’angolo. Lo segna Gonzalez sfruttando una sponda di testa di Chochev: ma al momento dell’assist del compagno Gonzalez è nettamente in posizione di fuorigioco. Curiosamente la Goal Line Technology entra in gioco per due volte nella stessa porta: una prima quando Rafael para su Chochev respingendo di piede un attimo prima che il pallone varchi la linea, una seconda quando Ionita batte Fulignati sotto le gambe e segna il 3-1 del Cagliari: l’occhio di falco infatti certifica che il rinvio di Goldaniga arriva quando il pallone è entrato interamente in porta

CHIEVO-CROTONE

Nella ripresa sull’1-0 per il Crotone annullato ai calabresi un gol di Trotta. Vede bene l’assistente Schenone: sul cross da sinistra di Martella l’attaccante è oltre la linea dei difensori del Chievo.

NAPOLI-JUVENTUS

Orsato dirige col suo stile cercando di non fischiare troppo e di tenere alta la cosiddetta soglia del fallo. Metro che aiuta il gioco ma che rischia di perdere per strada qualcosa sia dal punto di vista tecnico, come per la punizione dal limite per fallo di Bonucci su Mertens, sia da quello disciplinare. A stretta norma di regolamento ad esempio il mani di Mertens è da ammonizione perché il belga lo commette nel tentativo di segnare un gol – difficile sostenere il contrario. Difficile pensare anche che Orsato, dopo aver ammonito Insigne per proteste nel finale del primo tempo, non senta il successivo “fenomeno” che gli rivolge con un labiale chiarissimo l’attaccante, che quindi viene prima punito poi perdonato. Qualche protesta sul gol del vantaggio della Juve per un presunto fallo di Higuain – partito in posizione regolare – ai danni di Albiol, nel momento in cui lo spagnolo va a saltare di testa. L’azione poi prosegue e arriva la rete di Khedira. Dal replay si vede in realtà che l’intervento dell’argentino è ampiamente nei limiti del regolamento. All’11mo del secondo tempo viene annullato un gol di Callejon dopo una respinta di Buffon su tiro di Mertens: al momento della conclusione del compagno lo spagnolo è nettamente in fuorigioco. Molto più complicato per l’assistente Manganelli valutare la posizione di Hamsik nell’azione del pareggio del Napoli ma il collaboratore di Orsato è bravissimo a non alzare la bandierina: al momento dell’assist di Mertens il centrocampista del Napoli è tenuto in gioco da Asamoah

Fonte: SkySport

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