Inter, crisi senza fine: con Pioli sarà addio

Stefano Pioli, allenatore dell’Inter, con Joao Mario (Getty)

La crisi continua

Non si ferma a Firenze la crisi dell’Inter, anzi; la gara contro la squadra di Paulo Sousa conferma il momento di grossa difficoltà della formazione allenata da Stefano Pioli. Un periodo complicato iniziato dopo la rotonda vittoria dello scorso 12 marzo in casa contro l’Atalanta; quel giorno il 7-1 contro i nerazzurri aveva addirittura fatto pensare a un’Inter capace di raggiungere un posto nella prossima Champions League, con l’attuale tecnico nerazzurro che con il suo lavoro aveva conquistato tutti, dalla tifoseria alla dirigenza. Fino ad allora Pioli aveva guidato Icardi e compagni in 16 partite, ottenendo 12 vittorie, un pareggio e tre sconfitte; 37 erano i gol segnati, 15 quelli subiti. Poi il crollo.

Zero vittorie nelle ultime cinque gare

Nelle cinque partite che hanno seguito quella contro l’Atalanta la squadra di Pioli non ha più vinto: due pareggi e tre sconfitte, 10 gol fatti e 13 subiti. Prima il 2-2 in casa del Torino in una gara in cui si sono visti tanti degli errori poi ripetuti nelle ultime settimane. Poi il doppio ko contro Sampdoria e Crotone (il primo con i nerazzurri incapaci di mantenere il vantaggio, il secondo frutto di un inizio di match con l’atteggiamento sbagliato). Una settimana fa la rimonta subita nel derby e ieri sera la debacle di Firenze; una crisi senza fine, che ha portato così la squadra di Pioli al settimo posto in classifica con i suoi 56 punti.

“Non sappiamo reagire agli errori”

“Abbiamo toccato il fondo”, ha detto l’allenatore dopo il novantesimo della gara contro i viola. E lo stesso tecnico ha poi individuato il problema principale della sua formazione: “Non sappiamo reagire alla difficoltà e ogni sbaglio lo paghiamo a caro prezzo. Commettiamo degli errori che non avevamo commesso fino a un mese fa non ci sono giustificazioni per questo 5-4, abbiamo avuto un blackout inspiegabile”. E ora? Dobbiamo sicuramente voltare pagina, abbiamo cinque partite di campionato in cui possiamo dimostrare che non siamo quelli del secondo tempo di Firenze e quelli dell’ultimo periodo; abbiamo il dovere di tenere alto l’onore della nostra società. Devo lavorare meglio anche io, credevo di aver toccato tutti i tasti necessari per stimolare e motivare i miei giocatori”.

Lungo confronto con i dirigenti al Franchi

Cinque gare per cercare di riprendersi l’Inter e una posizione in classifica che possa garantire la partecipazione alla prossima Europa League. Per i nerazzurri la strada è in salita e molto probabilmente il ko contro la formazione toscana ha scritto la parola fine alla storia dello stesso Pioli sulla panchina dell’Inter per quello che riguarda la prossima stagione. Al termine del match, i dirigenti presenti al Franchi (Piero Ausilio, Giovanni Gardini, Steven Zhang e Javier Zanetti) hanno raggiunto la squadra e il tecnico negli spogliatoi per un confronto immediato con il gruppo. Molto difficile immaginare Pioli ancora alla guida della squadra nella prossima stagione, dopo le voci circolate nelle scorse settimane ora un altro cambio in panchina è sempre più probabile.

“Le voci non mi hanno condizionato”

“Se sento la società vicino a me? Gli allenatori si giudicano soprattutto dai risultati e nei momenti delicati della società deve fare il bene della squadra – ha continuato ieri l’allenatore nel post gara – mancano ancora cinque partite e dobbiamo dimostrare che possiamo recuperare il terreno perso perché ora abbiamo cancellato tutto quello che di buono avevamo fatto. Comunque le voci esterne non hanno condizionato il mio lavoro, io cerco ogni giorno di dare il massimo per allenare bene, per motivare il gruppo e non dimentichiamoci che la settimana scorsa stavamo vincendo una partita importante fino a minuti finali; questo significa che le motivazioni c’erano”.

“Pioli ha fatto il massimo”

Napoli, Genoa, Sassuolo, Lazio e Udinese: cinque gare per ritrovare la credibilità e quei risultati che mancano da oltre un mese. Poi le strade dell’Inter e di Pioli si separeranno e per la società nerazzurra arriverà il momento di costruire ancora il futuro partendo da un altro cambio in panchina. Ma per Icardi “non serve una rivoluzione, Pioli ha dato tutto; ha provato a fare il meglio e ci è riuscito per 5-6 mesi, le sue capacità si vedono e non c’è altro da dire. Quando le cose vanno male paga sempre l’allenatore perché non si possono mandare via tutti i giocatori”. Dovere del capitano e dei suoi compagni, ora, è di rialzare la testa già nella complicata sfida alla squadra di Sarri; un’occasione per ritrovare la vittoria e per cercare di rimettere insieme i pezzi di un’Inter che dopo il 7-1 all’Atalanta si è inceppata e ha smesso di essere squadra.

Fonte: SkySport

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