Torino, una bomba carta ha scatenato il caos

La ringhiera che cedendo ha provocato il panico tra la folla in Piazza San Carlo (foto di Rocco Crea)

Ripulita dalla marea di rifiuti e sotto il sole, con un tentativo di ritorno alla normalità: così appare questa mattina piazza San Carlo a Torino, mentre la Prefettura riferisce che sono 1.527 le persone che hanno avuto bisogno di cure mediche dopo il caos della scorsa notte, scatenatosi per il cedimento di una ringhiera della scala del parcheggio al centro della piazza dove migliaia di persone stavano assistendo alla finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid. Le “maggiori preoccupazioni” sono per tre persone in “codice rosso”, fra cui un bambino ricoverato all’ospedale infantile Regina Margherita. Dopo il cedimento della ringhiera si è scatenata la psicosi, forse anche a causa di un urlo “Bomba, bomba” che si sarebbe diffuso tra la folla provocando il fuggi fuggi e la ressa infernale che purtroppo ha causato moltissimi feriti.

Otto feriti in codice rosso, tre gravi. Un bimbo preoccupa ma è stabile

Al momento sono 8 i feriti più gravi, giunti negli ospedali di Torino in codice rosso. A preoccupare sono soprattutto le condizioni di un bambino di 8 anni che ha riportato un trauma cranico e toracico, dopo essere stato schiacciato dalla folla in fuga. Si trova ricoverato in prognosi riservata all’ospedale Regina Margherita. Secondo quanto riportato dall’Ansa al momento le sue condizioni sono stabili. Gravissima anche una donna, che è stata trasferita dall’ospedale Molinette al Maria Vittoria ed è gravissima in prognosi riservata. 

Avviata un’indagine dalla Procura

La procura di Torino ha avviato un’indagine per fare luce sulle cause e sulle eventuali responsabilità di quanto avvenuto ieri sera in piazza San Carlo durante la proiezione su maxi schermo della finale di Champions League. Al momento nessuna ipotesi di reata è stato formulata: “Stiamo cercando di ricostruire l’esatta dinamica dei fatti – ha detto il procuratore capo Armando Spataro – attraverso dichiarazioni di persone presenti, analisi dei filmati disponibili e le relazioni degli operatori delle forze dell’ordine addetti al controllo della sicurezza”. 

Una “folla presa dal panico e dalla psicosi da attentato terroristico” causati da “eventi in corso di accertamento”. E’ questa la causa identificata dalla Prefettura in un comunicato diffuso in mattinata. “La folla – spiega una nota – ha lasciato precipitosamente la piazza con danni causati dalla calca”. Intanto proprio in Prefettura si è tenuto un vertice al quale partecipano, oltre al prefetto anche la sindaca Chiara Appendino e i vertici delle forze dell’ordine.

Le testimonianze: “Avrebbe dovuto essere una festa, invece è stato un incubo”

“Siamo arrivati ieri, nel primo pomeriggio. Avrebbe dovuto essere una festa, invece è stato un incubo”. Lo raccontano Giovanni e Stefano, due ragazzi di Milano che, la scorsa notte, erano in piazza San Carlo per seguire la finale Champions.

“Eravamo seduti davanti al maxi schermo, quando siamo stati letteralmente investiti dalla folla – riferiscono -. Siamo riusciti a scappare, siamo stati fortunati. Ma la paura è stata tanta e ancora adesso ci tremano le gambe”. Stanno andando a prendere il treno. “Abbiamo trascorso la notte a Torino, ma non abbiamo chiuso occhio – aggiungono – C’era tanto caos. Abbiamo iniziato a correre, pensavano a un attentato”.

“E’ stato il caos, abbiamo perso tutto”

“Stiamo andando in piazza San Carlo a cercare gli zaini. Abbiamo dentro i documenti, i soldi, il cellulare. Tutto”. Lo raccontano Emily e Daniele, 29 e 27 anni, che si stanno dirigendo in centro a Torino, dove le forze dell’ordine hanno raggruppato gli effetti personali persi, la scorsa notte, dalle persone in fuga. I due giovani sono arrivati venerdì pomeriggio da Verona per assistere dal maxi schermo la finale Champions. “Siamo andati in piazza verso le 16.30. Poi, poco dopo il terzo gol, la gente ci è venuta addosso. Eravamo in centro alla piazza e ci siamo riparati dietro le colonne. Ci facevamo scudo l’uno con l’altro. Non capivamo cosa stesse succedendo: se fosse meglio scappare o stare fermi. Un nostro amico ha anche perso le scarpe. C’erano bottiglie dappertutto e ci si tagliava i piedi”.

Fonte: SkySport

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