Totti-Buffon, se il nuovo inizio parte dai social

I campioni in campo li riconosci da una giocata: dalla forza o dal genio, dalla capacità di emozionare ed emozionarti. I campioni di tutti i giorni, invece, dalla capacità di unire, sempre e comunque. Anche se fanno parte di due schieramenti storicamente opposti, di due parti sulla carta divise che, nel sentimento comune, mai potrebbero incontrarsi. Nell’era della Rete, dei social network che abbattono le distanze, che uniscono persone un tempo lontanissime, troppe volte negli ultimi anni si è avvertito l’effetto opposto. Divisioni, toni aspri, favoriti molto spesso dalla lontananza fisica. Quando riguardano il “tifo”, sono difficili da capire per un bimbo che si è avvicinato da poco tempo a questo meraviglioso gioco.

Nel giorno del sorteggio di Champions League, il web si è diviso per l’ennesima volta. Il presupposto? Il sorriso di Francesco Totti dopo aver sorteggiato il Barcellona nel girone della Juventus. Poco dopo, un episodio ha preso in contropiede i soliti commenti carichi di risentimento. E’ bastato un post su Instagram e Facebook di Gigi Buffon, con un meme: una foto e una situazione, descritta in grafica: “L’espressione di Francesco quando ha incrociato il mio sguardo”. La risposta dell’avversario/amico in tantissime avventure non si è fatta attendere: una bella foto, un abbraccio sincero, con un bel sorriso di entrambi: “Ma quindi per il sorteggio, nessun rancore?”. Poi una faccina sorridente, quella che inserisci al termine di un messaggio su whatsapp, per strappare un ghigno in chi ti legge, far capire che non è una cosa da prendere sul serio. Gigi Buffon ha risposto ancora strappando migliaia di like: “Quale rancore!”. In pochi minuti, anche nella maggior parte dei commenti, è diventato “il calcio che ci piace”, che esalta alcuni valori propri del #NuovoInizio del nostro calcio. Perché se nuovo inizio deve essere, bisogna prendersi meno sul serio. Sorridere, rispettarsi anche e soprattutto tra avversari. Perché i campioni si riconoscono e si stimano e non sanno essere nemici. Rivali, non nemici. D’altronde, “solo uniti potremo fare grandi cose”.

Fonte: SkySport

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