Gli interventi di Antonio Di Natale, Bortolo Mutti e Adriano Bacconi a Radio Crc

A Radio Crc nella trasmissione “Si gonfia la rete” di Raffaele Auriemma è intervenuto Totò Di Natale, ex attaccante attuale presidente scuola calcio del Donatello 

“Mi sto divertendo con i ragazzini, sono tornato 20 anni indietro. Nel settore giovanile di Udine mi diverto tantissimo a vedere bimbi di 6 anni correre dietro ad un pallone. Negli anni in cui giocavo da prima punta forse potevo fare qualcosa di più anche nell’Italia, ma aver fatto più di 50 presenze in Nazionale mi rende orgoglioso. Contro la Spagna giocai mezz’ora e segnai e mi presi una rivincita perché sbagliai anche un rigore e ricordo che parlando con Buffon gli dissi: speriamo che il mister mi fa giocare perché avevo voglia di segnare e per fortuna segnai.

Parlavo con mister Marino di Mertens, il belga mi somiglia molto. La sua storia è un po’ come la mia: entrambi abbiamo iniziato giocando da esterni e poi ci hanno scoperto prima punta.

Mi sono fermato a 38 anni perché è giusto dare spazio ai giovani. Dopo 21 anni di carriera ho smesso, ed è difficile per tutti all’inizio, ma a tutto c’è un inizio e una fine. 6 mesi prima di smettere avevo capito che ero arrivato alla frutta anche perché ero nello spogliatoio con ragazzini e lì capii che dovevo smettere. 

Mertens lo fare giocare sempre anche perché ogni tiro è un gol. Sta bene fisicamente e mentalmente per cui bisogna sfruttare il momento, poi verrà il tempo per riposare.   

Noi napoletani abbiamo fame, a Napoli iniziamo a giocare in strada a 5 anni per cui siamo preparati a tutto e forse per questo abbiamo una marcia in più.  

Il Napoli ha dimostrato che è maturato vincendo anche partite difficili come quella con la Spal che magari lo scorso anno avrebbe perso. Credo che quest’anno se la possa giocare con la Juventus fino alla fine. 

Quando si va in Nazionale tutti i calciatori sperano di fare bene, nessuno gioca per fare male. Insigne è un grandissimo giocatore e non ha giocato male da solo, ma tutta l’Italia lo ha fatto. 

Capocannoniere? Diversi giocatori se la giocheranno quest’anno e tra questi c’è Mertens. Dybala ha dimostrato di essere un grandissimo giocatore, non è una prima punta, ma quest’anno ha capito le sue qualità, un po’ come Insigne che è diventato più concreto. 

Sono contento per l’Atalanta, l’allenatore è bravo e negli ultimi 2 anni è cresciuto tantissimo. L’Atalanta somiglia alla mia vecchia Udinese e anche ieri, pur soffrendo, ha portato un buon risultato a casa”. 

A Radio Crc nella trasmissione “Si gonfia la rete” di Raffaele Auriemma è intervenuto Bortolo Mutti, allenatore 

“Mi spiace aver creato la rivalità tra Napoli e Cagliari, speriamo che questo attrito vada a svanire man mano. Bisogna vivere con serenità il calcio che è un divertimento, una passione e a volte è bello un po’ di pepe, ma deve finire tutto lì. 

Cagliari rappresenta l’ostacolo principale del Napoli che deve pensare partita per partita anche perché la Juventus affronterà l’Atalanta che in usto momento non è così abbordabile. 

5 vittorie e 1 pareggio in questa tornata di Europa è importante. Tra tutti i risultati, il pari dell’Atalanta fa rumore perché apre alla qualificazione. E’ stato un torno che ci dà forza e blasone e speriamo di mantenere questo trend”. 

A Radio Crc nella trasmissione “Si gonfia la rete” di Raffaele Auriemma è intervenuto Adriano Bacconi

“Il Napoli ha meno possesso palla rispetto agli anni scorsi ed è più facile che si facciano falli. Il Napoli ha cambiato atteggiamento, a volte incalzare nel secondo tempo è una scelta strategica. Jorginho o Diawara non pressano alto come facevano lo scorso anno, ma spesso restano a protezione della linea difensiva e questo atteggiamento più prudente permette una gestione migliore delle risorse e protegge maggiormente la difesa. 

Callejon mi piace molto, la Spagna produce tanti giocatori bravi, tra cui Callejon e merita di avere dello spazio in Nazionale. Non è un male per il Napoli anche perché con la Nazionale i giocatori crescono di esperienza e di autostima. E’ chiaro che il Napoli dovrà spremere gli attaccanti dopo l’infortunio di Milik, ma la Nazionale valorizza il giocatore. E’ vero che contro il Napoli a volte basta alzare il pallone per segnare e quindi fare il gioco aereo. 

C’è stata una fase storica in cui bastava avere dei campioni in squadra per vincere i campionati e in quell’epoca non serviva avere la miglior difesa”. 

I presenti comunicati sono stati inviati da Crc. Si declina ogni responsabilità dal contenuto degli stessi

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