Cds – Napoli, rimorsi col City. La classifica fa tremare: ora non si può più sbagliare

Il City è più forte, e si sapeva, ma il Napoli per un’ora è stato alla sua altezza, e questo ancora non si sapeva. A Manchester ha passato mezz’ora da incubo, rischiando il naufragio, ma alla ­ ne aveva per­ no qualcosa da rimpiangere, il primo rigore sbagliato da Mertens. Se non come gioco, almeno come personalità la squadra di Sarri non va bocciata. Il problema è che la scon­fitta all’Etihad, con la contemporanea vittoria dello Shakhtar, lo mette nelle condizioni di non poter sbagliare più un risultato, a cominciare dal ritorno col City al San Paolo fra 15 giorni.

DOMINIO CITY. Nemmeno il Real Madrid aveva dominato il Napoli come ha fatto il City per 30 minuti. Il primo quarto d’ora è bastato alla squadra di Guardiola per segnare 2 gol, il secondo per frastornare il Napoli e solo nel terzo spicchio del primo tempo ha concesso agli avversari un po’ di spazio, un po’ di gioco, un po’ di palleggio e anche la più clamorosa delle occasioni, il rigore che Mertens si è fatto respingere da Ederson. Ma da quegli ultimi 15′, il Napoli ha tratto l’energia per tornare se stesso e giocare il secondo tempo alla pari del City. PALLEGGIO DEI CITIZENS. Quella voglia di palleggiare in faccia al City si è manifestata, nelle intenzioni di Sarri, con Zielinski al posto di Allan, ma la scelta consequenziale del tecnico si è rivelata presto un errore. Il Manchester si è spinto dentro la partita con la furia dell’uragano passato qua vicino. Silva giocava nella zona di Zielinski (incapace di sostenere il peso di quella marcatura) e muoveva l’azione nella parte ­ finale, appoggiandosi a Sané sulla sinistra. Fernandinho, in mezzo, dominava la scena, per abbandonarla nella ripresa. Proprio come fa il Napoli nel suo campionato, il Manchester attaccava a sinistra per fare gol a destra. Quando Silva ha saltato Zielinski sul fondo di sinistra, in piena area c’era libero Walker (doveva controllarlo Insigne), il cui tiro è stato respinto da Koulibaly, la ribattuta di Sterling invece è ­ finita in rete.

SENZA ERRORI. Era come se il Napoli giocasse contro se stesso, contro una squadra identica per mentalità, scelte di gioco, occupazione degli spazi, ma in quei minuti molto più forte. Non è abituato a battersi contro il suo stesso calcio: in Italia, il gioco del Napoli è unico, in Europa c’è chi sa farlo meglio. C’è voluta mezz’ora per trovare le contromisure e tornare squadra, ma in quei 30′ il Manchester ha distrutto la sua miniatura e vinto la partita. I citizens hanno raddoppiato 4 minuti dopo l’1-0 con Gabriel Jesus (cross di De Bruyne): Koulibaly e Albiol fuori tempo. Poi la traversa di De Bruyne, che stava facendo impazzire Hamsik, e il salvataggio sulla linea di Koulibaly su girata di Gabriel Jesus. Per dire, in quel periodo per­ no Reina sbagliava un rinvio dietro l’altro. I RIGORI. Dopo mezz’ora in cui Mertens e Callejon, Diawara e Zelinski erano incapaci di pressare e recuperare, facendo ballare così tutta la difesa, il Napoli è salito di tono e Walker, con un abbraccio ad Albiol sugli sviluppi di un angolo, ha regalato al Napoli il rigore che Mertens si è fatto respingere da Ederson. Nel ­ finale del primo tempo, con uno sforzo enorme, il Napoli aveva riportato la partita in equilibrio e ce l’ha tenuta.

ALLAN DENTRO. Dopo un’ora di partita, Sarri ha perso Insigne per infortunio, ha messo Allan e spostato Zielinski a sinistra. L’ingresso del brasiliano ha certi­ cato l’errore di Sarri: con la forma che si ritrova, non doveva uscire in una partita come questa. Appena entrato, Allan ha alzato di una ventina di metri il pressing del Napoli e, recuperando palla al limite dell’area avversaria su Fernandinho, ha dato il via alla migliore occasione da gol della ripresa. Ora il Napoli stava dentro alla gara, con ­ fiducia, con personalità. Un attacco micidiale di Ghoulam (fermato con un fallo da Fernandinho) ha portato al secondo rigore, quello del 2-1 segnato da Diawara. Nel City è uscito un attaccante, Gabriel Jesus, ed è entrato un difensore, Danilo: anche Guardiola aveva capito che era il caso di difendersi.

Corriere dello Sport

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