Spareggi Mondiali, tutto quello che c’è da sapere

Un salvataggio tanto importante quanto strano, con il giocatore che fa un movimento innaturale pur di colpirla con il piede preferito. Un gol in quel momento avrebbe portato la sfida ai supplementari e chissà come sarebbe finita. Invece alla Svizzera è bastato un rigore nella partita di andata, sempre ad opera del piede sinistro di Ricardo Rodriguez, per qualificarsi a Russia 2018. Un traguardo in fin dei conti meritato sia per il cammino durante le qualificazioni (9 vittorie e una sola sconfitta in Portogallo), sia per la superiorità complessiva dimostrata nella doppia sfida con l’Irlanda del Nord come raccontato dalle statistiche: 34 tiri a 17, 1019 passaggi a 738 e in generale una sensazione di controllo tecnico sulla partita abbastanza netto, grazie alla qualità superiore di giocatori come Xhaka, Rodriguez e Shaqiri.

L’Irlanda del Nord può recriminare per la generosità con cui è stato concesso il rigore decisivo agli avversari, per un fallo di mano di Evans che non era un fallo di mano, ma deve anche guardare alla passività con cui ha affrontato la gara d’andata, quella disputata in casa, terminata con zero tiri in porta. A Belfast la squadra di O’Neill ha messo in mostra un atteggiamento troppo passivo preferendo chiudersi in difesa e «fare la guerra» come detto da Seferovic al termine della prima sfida.

Ed è proprio la scarsa vena realizzativa del centravanti svizzeri uno dei motivi per cui la sfida è rimasta in bilico fino all’ultimo. Seferovic ha avuto 9 occasioni tra andata e ritorno, alcune piuttosto nitide, ma non è mai riuscito a trovare il gol, finendo addirittura per essere fischiato dai suoi stessi tifosi. Negli ultimi minuti l’Irlanda del Nord ci ha provato davvero, rendendosi più volte pericolosa, ma come abbiamo visto il piede sinistro di Rodriguez ha permesso alla squadra di Petkovic di difendere il pareggio. Dopo diversi anni di aspettative, quella che va in Russia è una nazionale con poco talento, ma molto affidabile, vedremo se il sinistro di Rodriguez gli farà togliere qualche soddisfazione anche in estate.

Danimarca – Irlanda, la sfida tra due filosofie

Nella prima sfida tra Danimarca e Irlanda i danesi hanno effettuato 625 passaggi, di cui 86 lunghi, il 13,74% del totale; l’Irlanda invece di passaggi ne ha giocati 245, di cui 85 lunghi, il 34,7%, ovvero più di un passaggio ogni tre, per farvi capire come la squadra di O’Neill abbia affidato il suo destino quasi unicamente al lancio lungo. Questo dato spiega meglio di altri come questo spareggio sia stata una sfida esasperata tra due filosofie di calcio agli antipodi: un calcio diretto contro uno elaborato, lancio lungo contro trame geometriche, ricerca degli spazi contro la ricerca di seconde palle.

Se all’andata nessuno aveva prevalso e anzi l’Irlanda era riuscita a rendersi pericolosa anche con un calcio tanto povero, la partita di ritorno ha ristabilito le gerarchie. Il primo gol dell’Irlanda e il terzo della Danimarca (ma anche il secondo) spiegano bene le differenze tra le due squadre e perché dobbiamo essere contenti della vittoria di quella di Eriksen.

Per l’Irlanda ogni calcio di punizione nella metà campo avversaria è una buona occasione per andare direttamente in area e rendersi pericolosi grazie ai loro centimetri e chili (tanto che i tifosi esultavano per ogni punizione e calcio d’angolo come fosse un rigore). In occasione del gol dell’1 a 0, anche un punzione appena dietro la linea di centrocampo è una buona occasione: sul lungo lancio, Shane Duffy è il più rapido sul deviare in porta di testa la palla allungata male da Jorgensen. Un tema ricorrente tanto che il difensore centrale irlandese alla fine sarà il giocatore con più tiri verso la porta di Schmeichel, ben 4.

Fonte: SkySport

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